Regno Unito: l'Europa esclude l'esenzione dal CBAM, ma i costi annuali

lunedì, 29 dicembre 2025 11:13:51 (GMT+3)   |   Istanbul

Secondo quanto riportato dalla stampa, l'Unione europea non concederà al Regno Unito un'esenzione dal Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), a meno che le due parti non colleghino formalmente i sistemi di scambio delle emissioni. Di conseguenza, i produttori britannici assisteranno a un notevole aumento dei requisiti amministrativi a partire da gennaio 2026.

800 milioni di sterline all'anno e onere amministrativo

Secondo le stime del governo britannico, il CBAM comporterebbe un costo di 800 milioni di sterline all'anno per il settore. Oltre al costo del carbonio, gli esportatori dovrebbero soddisfare nuovi requisiti amministrativi, tra cui segnalazione delle emissioni, verifica e certificazione, che richiamano il paragone con l'aumento delle pratiche burocratiche seguito alla Brexit.

L'associazione commerciale britannica UK Steel ha dichiarato che una possibile esenzione non verrà concessa prima di Pasqua, quindi le aziende devono prepararsi a rispettare appieno le norme del CBAM sin dall'inizio del 2026.

La posizione dell'UE: prima il collegamento tra i sistemi di scambio delle emissioni, poi l'esenzione

Wopke Hoekstra, commissario europeo per l'azione climatica, ha affermato che la posizione dell'Unione europea è chiara. «Non concederemo alcuna esenzione finché non collegheremo completamente i due sistemi [di scambio delle emissioni]», ha dichiarato.

Hoekstra ha riconosciuto che il governo britannico avrebbe preferito diversamente, ma ha sottolineato che l'UE non modificherà questo approccio. Inoltre, ha aggiunto che le discussioni con il Regno Unito continueranno, in modo da raggiungere un collegamento formale tra i due mercati del carbonio.

Possibile esenzione per le esportazioni britanniche di elettricità

Potrebbero essere disponibili alcune agevolazioni limitate per le esportazioni di energia elettrica dal Regno Unito. L'elettricità rientra nell'ambito del CBAM, insieme ad acciaio, cemento, fertilizzanti, alluminio e idrogeno. Tuttavia, la Commissione ha indicato che, per ora, le esportazioni britanniche di elettricità non saranno soggette ai costi del CBAM, dato che i costi per il carbonio dei generatori britannici sono i più elevati in Europa. Questa decisione è stata accolta dal governo britannico.

Il settore mette in guardia dai rischi per la competitività

I gruppi del settore continuano ad avvertire che il CBAM comprometterà la competitività delle esportazioni britanniche. Secondo Frank Aaskov, direttore della politica sull'energia e il cambiamento climatico di UK Steel, il CBAM crea un'ulteriore barriera per le esportazioni di acciaio del Regno Unito in un momento di grande incertezza commerciale a livello globale.

Aaskov ha osservato che, nonostante il costo diretto del carbonio possa sembrare ridotto, circa 13 €/t per prodotti come i cavi laminati a caldo, il mercato siderurgico è estremamente sensibile ai prezzi. Con livelli a circa 650 €/t, anche differenze di 5 €/t possono determinare la conclusione o la perdita di un contratto, soprattutto contro le importazioni cinesi a basso prezzo. L'impatto previsto sarà particolarmente grave per i piccoli e medi produttori.

Il Regno Unito richiede un collegamento al mercato del carbonio

Un rappresentante del governo britannico ha ripetuto che la priorità è quella di trovare un collegamento tra i mercati del carbonio dell'UE e del Regno Unito, facendo notare che un accordo di questo genere risparmierebbe al settore britannico circa 7 miliardi di sterline di costi del CBAM sulle esportazioni. «La nostra priorità rimane raggiungere un accordo di collegamento il prima possibile», ha dichiarato.


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