Secondo quanto riferito dal distributore britannico All Steels, il mercato dell’acciaio nel Regno Unito sta attraversando una delle fasi di debolezza più prolungate dopo il biennio positivo 2021-2022. La domanda e i prezzi restano su livelli storicamente bassi, mentre l’economia europea nel suo complesso mostra segnali di crescita ancora limitati. Le recenti misure protezionistiche introdotte dagli Stati Uniti sulle importazioni hanno ulteriormente indebolito la competitività dei produttori europei.
Nel 2024, le esportazioni di acciaio dell’Unione Europea verso gli Stati Uniti hanno totalizzato 3,8 milioni di tonnellate, ora soggette a un dazio d’importazione del 50%, mentre le esportazioni britanniche, pari a 180.000 tonnellate, sono colpite da un dazio del 25%. Con dazi ancora più elevati applicati ad altri fornitori globali, l’Europa è divenuta una destinazione per l’acciaio in eccesso, spingendo le acciaierie a tagliare i prezzi per mantenere le proprie quote di mercato, spesso operando in perdita.
CBAM e nuove quote di importazione cambieranno il mercato
La nuova politica commerciale della Commissione Europea, che combina restrizioni alle importazioni con l’introduzione del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), rappresenta un cambiamento strutturale di grande portata. Il CBAM, la cui entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2026, dovrebbe comportare un aumento dei costi d’importazione compreso tra 30 e 130 sterline per tonnellata, a seconda del Paese di origine e dell’intensità di carbonio.
Il sistema di misure di salvaguardia rivisto limiterà le importazioni esenti da dazio a 18,3 milioni di tonnellate all’anno, circa la metà delle attuali quote, mentre i dazi sulle importazioni eccedenti la quota passeranno dal 25% al 50%.
Il Regno Unito seguirà l’impostazione dell’UE
Sebbene il governo britannico non abbia ancora annunciato la propria posizione definitiva, è ampiamente previsto che adotti misure parallele o coordinate con quelle dell’Unione Europea per limitare le importazioni di acciaio extra-UE. Se i produttori europei e britannici riuscissero a recuperare 18-20 milioni di tonnellate di domanda interna, il settore potrebbe tornare alla redditività e liberare risorse per gli investimenti nella decarbonizzazione.
All Steels avverte tuttavia che, se le importazioni in eccesso dovessero essere tassate interamente al 50%, ne deriverebbe un forte aumento dei prezzi.
Nuove misure tariffarie attese prima della scadenza del 2026
Le attuali misure di salvaguardia UE e UK sono in scadenza il 30 giugno 2026, ma la Commissione Europea punta a ratificare le nuove regole in anticipo, potenzialmente a partire dal 1° gennaio o dal 1° aprile 2026, in attesa dell’approvazione legislativa e del via libera dell’OMC.
Il mercato statunitense come termine di paragone
All Steels mette in evidenza l’andamento dei prezzi negli Stati Uniti dopo l’introduzione delle nuove misure commerciali: nel 2025 i coils laminati a caldo (HRC) sono aumentati del 27,1%, raggiungendo 845 $/nt (931 $/t); le lamiere da treno del 18,3% a 970 $/nt (1.069 $/t); il tondo del 23,1% a 880 $/nt (970 $/t); e i tubi saldati del 17,4% a 1.350 $/nt (1.488 $/t).
Gli acquirenti si orientano verso forniture locali
Le discussioni tra acciaierie e distributori europei evidenziano un progressivo rientro degli approvvigionamenti verso fornitori locali, poiché gli acquirenti cercano di evitare i costi legati al CBAM.
I trader si stanno gradualmente ritirando dai mercati asiatici a causa dei lunghi tempi di consegna e dei rischi tariffari, riducendo l’offerta di acciaio importato nel 2026 e rafforzando il potere di prezzo dei produttori locali.
All Steels prevede forti aumenti dei prezzi
Secondo All Steels, i prezzi dell’acciaio nell’Unione Europea e nel Regno Unito potrebbero aumentare fino a 80 sterline per tonnellata nel breve periodo, con rialzi superiori a 200 sterline per tonnellata nella seconda metà del 2026, una volta che le misure di protezione saranno pienamente operative. La società sottolinea che CBAM e dazi rappresentano ormai i principali fattori determinanti del mercato, superando l’influenza di tutte le altre variabili.
Nel breve termine, gli sconti aggressivi potrebbero persistere per effetto della stagionalità, ma il sentiment delle acciaierie sta migliorando grazie al ritorno degli acquirenti verso le forniture locali. All Steels invita i propri partner a prepararsi a forti aggiustamenti dei prezzi, precisando che i propri listini rifletteranno i futuri incrementi attesi nei costi di sostituzione.