Italia, commercio extra UE: nei primi sette mesi calo sia dell'import sia dell'export di acciaio

lunedì, 05 ottobre 2020 15:28:57 (GMT+3)   |   Brescia
       

Secondo gli ultimi dati diffusi da Federacciai, sia le esportazioni sia le importazioni di acciaio negli scambi tra l’Italia e i paesi extra UE hanno registrato cali percentuali a due cifre nei primi sette mesi del 2020.

In gennaio-luglio l’Italia ha importato dai paesi extra UE 5,054 milioni di tonnellate di acciaio, ossia il 34% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Allo stesso tempo, l'export è ammontato a 2,200 tonnellate, facendo registrare una flessione del 17,5% su base annua. In entrambi i casi, il calo è stato leggermente superiore a quello registrato nel periodo gennaio-luglio. Segno di un peggioramento della situazione nel settimo mese dell’anno.

Sul versante dell'import, i prodotti lunghi nei primi sette mesi del 2020 hanno fatto registrare un calo del 26%. In particolare, le importazioni di vergella sono scese del 17,3%, a 124mila tonnellate. Allo stesso tempo l’import di laminati mercantili (barre) è calato del 29,6%, a 88mila tonnellate.
L'import di acciai piani è diminuito del 34,1%. Tra i prodotti più importati, ci sono stati i coils (1.514.000 t, -37,2%), le lamiere a freddo (430mila t, -26,2%), le lamiere zincate a caldo (258mila t, -58,9%), la banda stagnata (186mila t, +39,8%), le lamiere a caldo e i larghi piatti (130mila t, -16,1%), i lamierini magnetici (133mila, -19,4%),

Per quanto riguarda l'export, sono stati registrati un -18,9% per i prodotti lunghi e un -6,5% per i piani. Sono calate sia le esportazioni di tondo per cemento armato (224mila t, -30,2%) sia quelle di vergella (200mila t, -14,5%), mentre sono cresciute quelle di rotaie e armamento (56mila t, +194,7%). In flessione le esportazioni di laminati mercantili: barre a -14,5% (per un totale di 58mila tonnellate), profilati a -25,9% (20mila tonnellate in totale); stabili i piatti (19mila t).
Passando ai piani, sono calate le esportazioni di coils (169mila t, -27,2%), di lamiere a freddo (82mila t, -27,4%), di lamierini magnetici (7mila t, -30,0%), di lamiere elettrozincate (10mila t, -41,2%), di lamiere con altri rivestimenti metallici (4mila t, -42,9%). È invece cresciuto l’export di lamiere a caldo e larghi piatti (159mila t, +26,2%), di banda stagnata (28mila t, +55,6%) e di lamiere zincate a caldo (168mila t, +9,1%).

Venendo infine ai prodotti di 1ª trasformazione, in gennaio-luglio le esportazioni di tubi senza saldatura sono ammontate a 204mila t, quelle di tubi saldati a 216mila t, facendo segnare rispettivamente diminuzioni del 16,7% e del 27,3%.

Si riportano di seguito le variazioni in relazione ai volumi delle varie categorie di prodotti importate ed esportate (dati espressi in migliaia di tonnellate).

Prodotto

Import

Export

Saldo

Gen-lug 2019

Gen-lug 2020

Variaz.
annua (%)

Gen-lug 2019

Gen-lug 2020

Variaz.
annua (%)

Gen-lug 2019

Gen-lug 2020

Lingotti e semilavorati

2.840

1.817

-36

230

115

-50

-2.610

-1.702

Prodotti lunghi

308

228

-26

42

602

-18,9

434

374

Prodotti piani

4.226

2.786

-34,1

736

688

-6,5

-3.490

-2.098

Prodotti 1ª trasformazione (*)

238

182

-23,5

853

707

-17,1

615

525

Prodotti 2ª trasformazione (**)

51

41

-19,6

105

88

-16,2

54

47

TOTALE

7.663

5.054

-34

2.666

2.200

-17,5

-4.997

-2.854


(*) Tubi senza saldatura e saldati, semilavorati fucinati e fucinati in barre, barre e profilati a freddo, filo trafilato, nastro a freddo.
(**) Profilati per miniere e saldati, materiale per impalcature, accessori per tubi, flange, lamiere striate, graniglie e polveri di ghisa.

Stefano Gennari


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