Intervenendo questa mattina a Rimini nell’ambito di KEY – The Energy Transition Expo, il presidente di Federacciai Antonio Gozzi ha rilanciato il dibattito sul funzionamento del sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS), invitando le istituzioni comunitarie a valutare una sospensione temporanea del meccanismo alla luce delle attuali condizioni energetiche e geopolitiche.
«In Europa si sta finalmente aprendo una discussione più ampia e pragmatica su alcuni strumenti chiave della transizione energetica e sulle loro ricadute sull’industria. Tra questi c’è certamente il sistema ETS, che nel tempo si è progressivamente trasformato, oltre che in un meccanismo di decarbonizzazione, anche in una vera e propria tassa carbonica, esposta alle dinamiche dei mercati finanziari», ha dichiarato Gozzi.
Secondo il presidente di Federacciai, in una fase caratterizzata da forte incertezza internazionale e prezzi dell’energia ancora elevati per le imprese europee, è necessario valutare attentamente l’impatto del sistema ETS sul costo dell’elettricità, in particolare nei Paesi – come l’Italia – dove il prezzo dell’energia è fortemente influenzato dal costo del gas. In questo contesto, una sospensione temporanea dell’ETS potrebbe contribuire, a suo avviso, a ridurre il prezzo dell’energia «anche di circa 25 euro/MWh», in attesa di una revisione strutturale del meccanismo a livello europeo.
Gozzi ha inoltre ribadito come il settore siderurgico italiano sia già oggi tra i più avanzati sul piano della decarbonizzazione. «Nessuno può accusare l’industria siderurgica italiana di essere contraria alla transizione energetica: siamo già tra i sistemi produttivi più decarbonizzati al mondo, con circa l’85% dell’acciaio prodotto attraverso forni elettrici. Ma la decarbonizzazione non può trasformarsi in desertificazione industriale», ha affermato, sottolineando la necessità di una transizione guidata dal «buon senso» e capace di tutelare allo stesso tempo ambiente, competitività e futuro dell’industria europea.
Come già riportato in precedenza da SteelOrbis, nelle scorse settimane Gozzi aveva evidenziato come il tema delle criticità dell’ETS sia ormai entrato nel confronto politico europeo, anche a seguito dell’intervento del presidente del Consiglio Giorgia Meloni in sede UE, sottolineando come l’Italia risulti tra i Paesi più penalizzati dagli elevati prezzi dell’energia proprio a causa della forte incidenza della generazione elettrica da gas. In quell’occasione il presidente di Federacciai aveva richiamato la necessità di un monitoraggio attento del dossier a livello comunitario, nell’interesse della competitività industriale europea.