Secondo quanto appreso da SteelOrbis da fonti commerciali e industriali mercoledì 10 giugno, i prezzi export delle billette in India hanno mostrato stabilità nell’ultima settimana, ma i venditori hanno allentato la loro spinta aggressiva sulle vendite all’esportazione. I produttori, infatti, stanno incontrando uno scarso successo nel ribaltare i maggiori costi di produzione sui compratori delle principali destinazioni, con livelli di prezzo negoziabili che continuano a muoversi verso il basso e al di sotto delle aspettative.
Stando alle fonti, anche se il numero di venditori attivi sui mercati export è inferiore rispetto all’inizio del mese, le offerte export per le billette indiane sono rimasti invariati a 470-480 $/t FOB. Gli acquirenti, tuttavia, hanno continuato a opporre resistenza ai prezzi più alti, attendendosi una correzione imminente, mentre i venditori hanno iniziato a ritirarsi dalla conclusione di vendite scontate sotto la pressione dei crescenti costi di produzione.
È stato segnalato che un’acciaieria dell’India orientale ha concluso un accordo per un tonnellaggio non reso noto a 468 $/t FOB. Questo livello è stato giudicato insufficiente dalla maggior parte delle acciaierie per garantire i margini e compensare i maggiori costi di produzione.
Al contempo, le fonti di mercato stanno monitorando la situazione relativa ai contratti già siglati dal produttore statale RINL. Dopo il grave incidente avvenuto nello stabilimento di Vizag, alcuni operatori hanno iniziato a ipotizzare possibili interruzioni nelle forniture all’esportazione. Tuttavia, i principali acquirenti interpellati da SteelOrbis hanno dichiarato di non prevedere variazioni nei loro contratti per le billette dall’India. «Dovranno operare utilizzando il secondo impianto di fusione disponibile», ha commentato un trader internazionale.
Il prezzo medio di riferimento di SteelOrbis per le billette provenienti dall’India è rimasto stabile nell’ultima settimana a 465-475 $/t FOB.
«Vi è un eccesso di offerta di semilavorati che non viene assorbito dal mercato locale, poiché i produttori secondari stanno riducendo l’output di tondo a fronte del calo dei prezzi e dell’aumento delle scorte. Allo stesso tempo, i margini all’esportazione non stanno migliorando abbastanza da compensare i più alti costi di produzione. Spingere volumi più elevati nelle vendite all’estero con ricavi così bassi ha dei limiti; pertanto, le acciaierie si stanno prendendo una pausa dall’offrire volumi all’export e stanno rivalutando le proprie opzioni», ha spiegato una fonte indiana.