Secondo un rapporto pubblicato da Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione Europea, nel mese di novembre dello scorso anno i prezzi alla produzione industriale sono aumentati su base mensile dell’1,6% nell’eurozona e dell’1,7% negli stati membri dell’Unione. Nello stesso mese, tali prezzi sono diminuiti su base annua dell’1,2% nell’eurozona e dell’1,1% nell’UE.
Rispetto a ottobre, i prezzi del settore energetico a novembre sono cresciuti del 5,4% sia nell’eurozona che nell’UE. I prezzi dei beni strumentali sono rimasti stabili, mentre i prezzi dei beni durevoli sono scesi dello 0,2% in entrambe le aree. Le variazioni sono espresse su base mensile. I prezzi dei beni non durevoli sono rimasti stabili nell’eurozona e sono saliti dello 0,2% nei paesi UE, mentre i prezzi dei beni intermedi sono scesi dello 0,1% nell’eurozona e sono rimasti stabili nell’UE.
Tra gli stati membri per i quali sono disponibili i dati, i maggiori aumenti dei prezzi alla produzione industriale su base mensile sono stati registrati in Bulgaria (+4,9%), Irlanda (+4,5%) e Svezia (+4,2%), mentre le maggiori diminuzioni sono state osservate in Estonia e Cipro (-1,4%), Slovacchia (-0,5%) e Lussemburgo (-0,4%).
Rispetto a novembre 2023, i prezzi del settore energetico nel mese in esame sono diminuiti del 5,3% nell’eurozona e del 4,8% nell’UE. I prezzi dei beni intermedi sono scesi dello 0,3% nell’eurozona e dello 0,2% nei paesi dell’Unione Europea, mentre i prezzi dei beni durevoli sono aumentati dello 0,6% nell’eurozona e dello 0,5% nell’UE. Le variazioni sono espresse su base annua. Nello stesso mese, i prezzi dei beni non durevoli sono saliti su base annua dell’1,9% sia nell’eurozona che nell’UE. I prezzi dei beni strumentali sono aumentati su base annua dell’1,3% nell’eurozona e dell’1,5% nell’UE.
Tra gli stati membri per i quali sono disponibili i dati, i maggiori aumenti su base annua sono stati registrati in Irlanda (+5,4%), Danimarca e Ungheria (+3,2%) e Portogallo (+2,0%), mentre le maggiori diminuzioni sono state osservate in Slovacchia (-18,4%), Lussemburgo (-6,6%) e Francia (-5,2%).