Questa settimana, i livelli di prezzo nel mercato spot rumeno dei prodotti piani sono rimasti ampiamente stabili rispetto alla settimana precedente, facendo seguito ai netti aumenti osservati in precedenza. Sebbene le condizioni della domanda non si siano indebolite né abbiano mostrato un miglioramento significativo, l’attività di acquisto continua a procedere a un ritmo relativamente lento. Gli operatori riferiscono che i persistenti vincoli di flussi di cassa e le difficoltà di pagamento degli acquirenti stanno limitando i volumi di scambio e il miglioramento della domanda. Nonostante i significativi aumenti di prezzo visti nella settimana precedente, molti venditori hanno continuato a offrire sconti per stimolare le vendite. Sconti di circa il 5-8% vengono ancora applicati per ordini fermi, riflettendo il divario tra le aspettative di prezzo e l’attuale potere d’acquisto. Di conseguenza, sebbene i livelli di prezzo nominali siano rimasti invariati, i prezzi effettivi di transazione continuano a subire pressioni.
In questo contesto, sul mercato spot rumeno le offerte di fogli laminati a caldo (HRS) e di fogli laminati a freddo (CRS) sono rimaste invariate a 780-800 €/t e 880-900 €/t franco magazzino su base settimanale.
Nel frattempo, Liberty Galati, che non è riuscita a vendere i propri asset nell’ultima asta a causa dell’elevato prezzo richiesto, è rimasta sotto pressione. Recenti notizie dei media locali indicano che i sindacati hanno accettato di sostenere un potenziale riavvio della produzione, possibilmente nell’ambito di un contratto di tolling finalizzato a generare flussi di cassa. Tuttavia, i sindacati hanno anche avvertito di problemi finanziari persistenti, in particolare salari non pagati, che hanno gravemente indebolito la fiducia dei lavoratori. Secondo quanto riferito, i dipendenti non ricevono lo stipendio da diversi mesi e i sindacati hanno dichiarato che, a meno che i pagamenti arretrati non vengano saldati, i lavoratori potrebbero rifiutarsi di tornare nonostante il riavvio pianificato. Sebbene la ripresa della produzione sia considerata fondamentale per prevenire un ulteriore deterioramento o un possibile fallimento, permangono preoccupazioni riguardo alla sostenibilità del modello di tolling e alla stabilità finanziaria complessiva dell’impianto.
Nel segmento delle importazioni, l’attività è rimasta contenuta, con gli acquirenti rumeni che hanno effettuato solo acquisti minimi a fronte di scorte sufficienti e domanda limitata, mentre le offerte sono state per lo più stabili. Secondo le fonti, il materiale ucraino è rimasto stabile su base settimanale, con offerte di HRS e CRS rispettivamente a 710-720 €/t CPT e 800-810 €/t CPT. Analogamente, le offerte di HRS di origine serba sono riportate a 720-730 €/t CPT, mentre il materiale slovacco si attesta intorno ai 770 €/t CPT. Le acciaierie turche, d’altra parte, hanno leggermente corretto le loro offerte di coils a caldo (HRC) per spedizione ad aprile a 535-555 €/t CFR, rispetto ai 540-550 €/t precedenti, calcolati sulla base di noli di 15-20 €/t. Tuttavia, il materiale turco rimane soggetto ai dazi antidumping europei, mentre devono essere presi in considerazione anche i costi aggiuntivi legati al CBAM, il che limita ulteriormente la competitività sul mercato rumeno.