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Eurometal Steel Day and 11th YİSAD Flat Steel Conference, Cosmin Bakai: filiera automotive europea sotto pressione tra concorrenza cinese e aumento dell’import di componenti

martedì, 24 marzo 2026 18:26:19 (GMT+3)   |   Istanbul

Intervenendo all’Eurometal Steel Day & YISAD Flat Steel Conference svoltasi martedì 24 marzo presso l’Istanbul Marriott Hotel Asia in collaborazione con SteelOrbis, Cosmin Bakai di Autoliv ha affermato che il settore europeo della componentistica automotive è sottoposto a una crescente pressione a causa della concorrenza cinese in aumento, dell’incremento delle importazioni e delle persistenti incertezze geopolitiche. Bakai ricopre il ruolo di direttore globale per lo sviluppo della supply chain delle materie prime presso il produttore di componenti di sicurezza per l’automotive. Ha inoltre indicato che la produzione globale di veicoli leggeri dovrebbe crescere di circa l’1,3% entro il 2030, mentre in Europa l’espansione resterà molto più contenuta, in un contesto di mercato generalmente stagnante.

Mercato automotive globale: crescita destinata a rimanere limitata

Nel commentare le prospettive del settore, Bakai ha dichiarato che la produzione e le vendite mondiali di veicoli si attestano attualmente intorno ai 100 milioni di unità annue, ma che i volumi produttivi non dovrebbero tornare ai livelli precedenti alla pandemia di Covid-19. Dal punto di vista europeo, ha sottolineato che il mercato è in graduale contrazione, evidenziando come l’export europeo di veicoli leggeri mostri un andamento debole o stagnante, mentre la pressione delle importazioni continua ad aumentare. Bakai ha inoltre rilevato che la produzione europea di veicoli leggeri si sta riducendo a causa dell’aumento dell’import, che i costruttori tradizionali con base nell’Unione europea stanno perdendo quote di mercato e che la Cina continua a rafforzare progressivamente la propria presenza sul mercato globale.

Investimenti cinesi in Europa e dinamiche di scala

Soffermandosi sui piani di investimento dei costruttori automobilistici cinesi in Europa, Bakai ha affermato che nuovi impianti sono in fase di pianificazione in paesi come Italia, Polonia, Ungheria, Spagna e Turchia. Ha tuttavia precisato che, almeno in una fase iniziale, tali investimenti avranno dimensioni relativamente contenute. Secondo Bakai, gli operatori cinesi tendono generalmente ad avviare la propria presenza in Europa con impianti da circa 50.000 unità, per poi passare a strutture di assemblaggio da 100.000 unità, mentre gli impianti di piena scala emergono solo a livelli di capacità intorno alle 300.000 unità. Per questo motivo, ha osservato che tali investimenti potrebbero non tradursi nell’immediato in una domanda significativa, in termini di tonnellaggi, di componenti, dispositivi di sicurezza e lavorazioni dell’acciaio, e che servirà tempo prima che gli operatori cinesi si consolidino nei mercati locali.

Il commercio di componenti cresce più rapidamente di quello dei veicoli

Secondo Bakai, la principale fonte di pressione non deriva soltanto dal commercio di veicoli, ma anche dalla trasformazione in atto sul fronte della componentistica. Ha sottolineato infatti che il commercio globale di componenti sta crescendo a un ritmo nettamente superiore rispetto al mercato dei veicoli, aggiungendo che il valore dei componenti di origine cinese importati in Europa ha raggiunto gli 8 miliardi di dollari lo scorso anno, segnando quasi un raddoppio rispetto a tre anni prima.

Facendo riferimento alle misure protezionistiche adottate dagli Stati Uniti, Bakai ha dichiarato che l’Unione europea esporta ogni anno verso gli Usa componenti per un valore di circa 11 miliardi di dollari, mentre i dazi stanno esercitando una pressione crescente su questo flusso commerciale. Ha inoltre osservato che gli elevati dazi applicati ai componenti a base acciaio potrebbero spingere i fornitori cinesi a orientarsi verso mercati alternativi, con il rischio di accentuare ulteriormente la pressione competitiva sull’Europa. Nella sua presentazione, Bakai ha indicato tra i principali fattori di rischio per il settore l’instabilità geopolitica, il protezionismo, i dazi e i costi energetici.

Prospettive di breve e medio termine per l’Europa

Bakai ha infine dichiarato di non attendersi una chiara ripresa per l’industria siderurgica europea nel breve e medio termine. Ha osservato che la produzione europea di veicoli leggeri continua a ridursi sotto la spinta delle importazioni, mentre l’intensa concorrenza interna al mercato cinese sta dando origine a operatori sempre più forti e competitivi. In conclusione, ha affermato che le future decisioni in materia di politica industriale e commerciale in Europa saranno determinanti per definire la traiettoria del settore.

DemetKazdal
Demet Kazdal
Editore

Dopo essermi laureata all’Università del Bosforo in Lingua e Letteratura Inglese ho trascorso gli ultimi 15 anni sviluppando una profonda esperienza nel settore dell’acciaio. In SteelOrbis ricopro il ruolo di Head of Content Department. Scrivo e curo notizie e report completi sui mercati dell’acciaio, con focus sul mercato turco e sulle dinamiche del mercato globale.


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