Nella giornata di mercoledì 27 maggio, i prezzi import del rottame in India hanno mostrato variazioni marginali, con un’attività commerciale ampiamente statica. Secondo quanto appreso da SteelOrbis da fonti commerciali e industriali, la paralisi è dovuta al continuo indebolimento della valuta locale e alle offerte d’acquisto eccessivamente basse presentate dalle acciaierie secondarie, alle prese con il calo dei prezzi dei prodotti finiti e l’aumento delle scorte
Le fonti hanno riferito che le offerte per il rottame frantumato proveniente in container da Regno Unito ed Europa sono rimaste per lo più invariate nell’intervallo di 390-400 $/t CFR porto di Nhava Sheva (nella parte occidentale del Paese). Tuttavia, a fronte di isolate offerte d’acquisto ferme a 375-380 $/t CFR, i venditori si sono astenuti dal concludere contratti.
Allo stesso modo, le offerte per il rottame HMS I/II dal Regno Unito sono state segnalate a 360-365 $/t CFR, mentre l’HMS in container di altre origini era disponibile a 355 $/t CFR. Nonostante ciò, il rottame locale, più economico, è rimasto la materia prima preferita dalle acciaierie per soddisfare una domanda comunque limitata.
È stato inoltre evidenziato come i produttori secondari si trovino a fare i conti con una doppia pressione: la contrazione dei prezzi e l’accumulo delle scorte. Al contempo, a seguito delle raccomandazioni governative volte all’austerità e alla riduzione dei consumi energetici, le acciaierie stanno riducendo i livelli di produzione degli impianti.
Di conseguenza, la domanda di materie prime sta calando e, anche per i volumi minimi necessari, i produttori preferiscono il rottame locale sfuso a basso prezzo, evitando così i rischi legati al rapido deprezzamento della rupia rispetto al dollaro statunitense.
«In un momento in cui i prezzi dei prodotti finiti continuano a indebolirsi e la movimentazione delle scorte rallenta, le acciaierie secondarie non hanno alcun interesse per le importazioni, che comportano rischi legati alla volatilità valutaria e prezzi allo sbarco più elevati. Dal canto loro, nemmeno i venditori sono disposti a ritoccare i listini pur di spingere le vendite», ha commentato un trader di materiali ferrosi e non ferrosi con sede a Mumbai.