Turchia, coils a caldo: offerte cinesi in calo frenano la domanda

venerdì, 17 ottobre 2025 08:49:07 (GMT+3)   |   Istanbul

Gli acquirenti turchi di coils laminati a caldo (HRC) mantengono un atteggiamento prudente negli acquisti, soprattutto per quanto riguarda il materiale importato, nonostante le offerte provenienti dalla Cina siano in continuo calo, mentre i prezzi dei coils da altre origini e del materiale domestico restano su livelli più elevati. Alcune transazioni potrebbero essere concluse a breve, in particolare per materiale russo e cinese, ma i clienti turchi sono propensi a spingere per ulteriori sconti.

Entro la fine della settimana appena trascorsa, la differenza tra le offerte cinesi senza IVA e quelle cinesi standard per gli HRC tipo Q195 spessore 3 mm e superiori si è ulteriormente ampliata, con i livelli minimi segnalati a 474-475 $/t CFR, contro le indicazioni standard di 485-490 $/t CFR. «I trader non soggetti a IVA hanno semplicemente offerto qualcosa di negoziabile per mantenere vivo l’interesse del mercato. In realtà, se questo livello dovesse essere confermato dagli acquirenti, il produttore cinese dovrà reagire di conseguenza, e questa settimana il mercato si troverà di fronte a una nuova realtà», ha commentato un acquirente turco a SteelOrbis.

Secondo alcune fonti, diversi rilaminatori turchi sarebbero pronti a tornare sul mercato e potrebbero procedere con nuovi acquisti, anche per compensare le precedenti operazioni concluse a prezzi più alti. Le offerte perdi HRC cinesi destinate alla produzione di tubi si attestano a 512-515 $/t CFR, in calo rispetto ai 525 $/t CFR di inizio periodo. Tutti i carichi di HRC cinesi attualmente sul mercato sono destinati a spedizione per dicembre.

Oltre alla Cina, pochi altri fornitori asiatici risultano attivi nelle vendite verso la Turchia. Secondo alcune fonti, Taiwan sarebbe sul mercato con un carico di circa 50.000 tonnellate a 515-516 $/t CFR, mentre un fornitore giapponese avrebbe offerto a 525 $/t CFR. Dal Vietnam arrivano offerte in linea con la realtà turca, con 510 $/t FOB, equivalenti a 548-550 $/t CFR. Livelli simili sono stati segnalati anche per gli HRC provenienti dalla Malesia, che però gode di un vantaggio competitivo in Turchia in quanto esente da dazio.

Le offerte di HRC dalla Russia non soggette a sanzioni sono scese da 505 $/t CFR a 495-500 $/t CFR, con offerte d’acquisto dai buyer turchi intorno a 485 $/t CFR o leggermente inferiori. Per il materiale proveniente da fornitori russi sanzionati, i prezzi si collocano su livelli ancora più bassi, pari a 480-485 $/t CFR, con aspettative d’acquisto almeno 20 $/t inferiori, in linea con le più recenti indicazioni cinesi.

Nel frattempo, i prezzi domestici degli HRC in Turchia per consegne a dicembre si attestano a 535-550 $/t franco produttore, a seconda dell’impianto. Alcuni produttori risultano già completamente venduti, a causa della limitata disponibilità di materiale derivante da fermate programmate per manutenzione.


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