Negli Stati Uniti, i prezzi dei coils a caldo (HRC) hanno registrato un nuovo, seppur lieve, aumento questa settimana, sostenuti dal calo delle importazioni di prodotti piani legato ai dazi, mentre i prezzi del rottame per consegna di ottobre hanno segnato un ulteriore ribasso per il secondo mese consecutivo. Lo riferiscono a SteelOrbis diversi operatori di mercato.
Il prezzo medio settimanale di SteelOrbis per gli HRC è salito di altri 2,50 $/nt, raggiungendo 810 $/nt (893 $/t), pari a 40,50 $/cwt, rispetto alla media di 807,50 $/nt (890 $/t), o 40,375 $/cwt, della settimana precedente. I dati SteelOrbis mostrano che i prezzi degli HRC sono aumentati dell’1,25% dal minimo registrato nella settimana del 22 settembre, quando si attestavano a 800 $/nt (882 $/t), o 40,00 $/cwt.
Secondo quanto riportato dagli operatori internazionali del rottame, sul fronte delle materie prime, durante le negoziazioni del ciclo d’acquisto di ottobre, il lamierino di alta qualità dell’Ohio Valley si è attestato in media a 20 $/gt in meno, dopo discussioni iniziali che prevedevano cali di 20-30 $/gt. Il rottame frantumato, rimasto stabile a settembre, è previsto in calo di 10 $/gt rispetto alle stime iniziali di una diminuzione di 10-20 $/gt. Le qualità obsolete, come HMS I/II e P&S scrap, inizialmente attese sui livelli di settembre, dovrebbero anch’esse chiudere in ribasso di 10 $/gt, complice un miglioramento del sentiment sull’export.
Sul fronte dell’offerta a lungo termine, gli operatori sperano che l’incontro di questa settimana tra il Presidente degli Stati Uniti Trump e il Primo Ministro canadese Carney possa portare a una riduzione dei dazi del 50% sull’acciaio e consentire un aumento dei flussi di prodotti finiti canadesi verso gli Stati Uniti, alleviando le tensioni sull’offerta e contribuendo a invertire i recenti aumenti annunciati dalle acciaierie statunitensi.
Secondo una comunicazione ufficiale ai clienti, questa settimana, la Consumer Spot Price (CSP) di Nucor, il prezzo di riferimento applicato agli HRC in tutti i suoi stabilimenti, è rimasta stabile per la sesta settimana consecutiva. La CSP di Nucor è confermata a 875 $/nt (965 $/t), pari a 43,75 $/cwt, dopo l’aumento di 10 $/nt registrato a fine agosto (da 865 $/nt, 954 $/t o 43,25 $/cwt). Anche la base price di California Steel Industries (CSI) si è mantenuta stabile a 935 $/nt (1.031 $/t), o 46,75 $/cwt, dopo il precedente rialzo di 10 $/nt.
Secondo quanto riportato in precedenza da SteelOrbis, l’annuncio del principale produttore canadese di acciai piani Algoma Steel avrebbe contribuito al recente rimbalzo dei prezzi degli HRC statunitensi. Anche i futures sugli HRC hanno sostenuto la stabilità del mercato, alimentati dall’incertezza crescente sugli effetti dei dazi commerciali sull’offerta domestica e globale. L’ultimo dato disponibile indica i futures per consegna a ottobre a 815 $/nt (898 $/t), in aumento rispetto agli 806 $/nt (888 $/t) della settimana precedente, con gli operatori che continuano a coprirsi contro le incertezze legate ai dazi e alla congiuntura economica globale.
Negli altri segmenti dei prodotti piani, dopo un precedente aumento di 5 $/nt nella settimana scorsa, i coils a freddo (CRC) hanno registrato una correzione al ribasso di 10 $/nt, attestandosi in media a 995 $/nt (1.097 $/t), pari a 49,75 $/cwt, rispetto ai 1.005 $/nt (1.107 $/t), o 50,25 $/cwt, di una settimana prima. Considerando il leggero aumento dei prezzi degli HRC e il nuovo calo dei CRC, il differenziale tra HRC e CRC si attesta a 185 $/nt (204 $/t), o 9,25 $/cwt, in diminuzione rispetto ai 197,50 $/nt (218 $/t), o 9,875 $/cwt, della settimana precedente.
Nel mercato dei zincati a caldo (HDG), dopo il calo di 5 $/nt della scorsa settimana, i prezzi spot sono scesi di ulteriori 2 $/nt, raggiungendo in media 908 $/nt (1.001 $/t), o 45,40 $/cwt, contro i 910 $/nt (1.003 $/t), o 45,50 $/cwt, della settimana precedente.
Il 1° ottobre, la canadese Algoma Steel Group Inc. ha annunciato di aver ricevuto un importante sostegno finanziario pari a 500 milioni di dollari canadesi dai governi federale e provinciale dell’Ontario, con l’obiettivo di fornire liquidità all’azienda per fronteggiare le misure commerciali statunitensi e accelerare i piani di decarbonizzazione e ammodernamento.
Gli operatori di mercato sottolineano che i dazi del 50% sulle importazioni di acciaio provenienti da Canada e Messico hanno di fatto escluso dal mercato i due principali fornitori degli Stati Uniti, costringendo i produttori domestici ad aumentare i tassi di utilizzo degli impianti proprio in un periodo caratterizzato da numerose attività di manutenzione annuale. Anche questa settimana sono proseguite le segnalazioni di limitazioni nelle allocazioni di fornitura da parte delle acciaierie.