Nell’ultima settimana i prezzi export dei coils laminati a caldo (HRC) indiani sono finiti sotto una crescente pressione. I fornitori hanno adottato un approccio più aggressivo nelle trattative per l’export a fronte del rallentamento della domanda interna e dell’intensificarsi della concorrenza nelle principali destinazioni d’oltreoceano. Sebbene i livelli ufficiali delle offerte siano rimasti in gran parte stabili, le fonti hanno riferito che diverse grandi acciaierie indiane si sono mostrate disposte a concedere sconti, in particolare nei Paesi del Golfo (GCC) e in Vietnam, nel tentativo di assicurarsi ordini e mantenere la competitività contro l’attivismo dei fornitori cinesi.
Nello specifico, le quotazioni ufficiali degli HRC indiani sono state mantenute a 550-560 $/t FOB per il Medio Oriente. Tuttavia, almeno tre grandi produttori hanno dichiarato di essere in «fase attiva di vendita» con prezzi compresi tra 520 e 540 $/t FOB, per preservare la propria competitività di fronte al crescente flusso di offerte nel GCC. Finora non sono state rese note offerte dettagliate nel GCC, sebbene fonti di mercato segnalino trattative in corso per un volume totale di almeno 50.000 tonnellate, con accordi che dovrebbero essere formalizzati nelle prossime settimane per spedizioni a giugno-luglio. Secondo gli esperti del settore, l’ottimismo sulle vendite poggia anche su soluzioni logistiche alternative che avrebbero «probabilmente aperto corridoi di navigazione alternativi allo Stretto di Hormuz, interessato dal conflitto».
Un dirigente di una grande acciaieria dell’India orientale, attualmente non impegnata nelle vendite all’estero, ha commentato: «Gli acquirenti in Medio Oriente sono più inclini a impegnarsi nelle transazioni. Tuttavia, con i venditori cinesi molto attivi nella regione, gli esportatori indiani dovranno essere estremamente competitivi. Riteniamo che i prezzi praticabili saranno di 520-530 $/t FOB».
«Anche se i contratti definitivi devono ancora essere conclusi, sul fronte dell’export si respira un cauto ottimismo che offre migliori opportunità. Gli acquirenti rimangono prudenti, ma l’export rappresenta una valvola di sfogo per le acciaierie locali in un momento in cui la domanda interna sta rallentando», ha dichiarato a SteelOrbis una fonte vicina a Tata Steel Limited.
«La vera sfida è capire fino a che punto i venditori possano ritoccare le offerte per arrivare alla conclusione di una vendita in un momento in cui i costi di produzione interni sono in aumento. Il rapporto costi-benefici è complesso da far quadrare quando si finalizza un affare», ha aggiunto.
Nel frattempo, le offerte presentate in Europa sono state indicate a 610-620 $/t FOB (690-700 $/t CFR), in calo di 10-20 $/t su base settimanale. Secondo quanto riferito, è stato siglato un contratto per circa 20.000-30.000 tonnellate a 690 $/t CFR sud Europa. Al contempo, vale la pena notare che a metà maggio i fornitori indiani avevano già esaurito completamente la loro quota per il periodo aprile-giugno 2026, pari a 225.305 tonnellate. Ciò significa che eventuali nuove prenotazioni dovrebbero rientrare nel prossimo periodo di contingentamento.
Inoltre, mentre le offerte indicative per gli HRC di origine indiana in Vietnam sono state stimate a 580-585 $/t CFR, le fonti hanno riferito che diversi fornitori indiani si stanno mostrando disposti ad abbassare i listini pur di assicurarsi ordini nel Paese asiatico, con possibili livelli d’acquisto stimati intorno a 560-565 $/t CFR (530-535 $/t FOB).
Il prezzo di riferimento di SteelOrbis per gli HRC provenienti dall’India si è attestato a 520-620 $/t FOB, rispetto ai 540-640 $/t FOB della scorsa settimana, risentendo delle trattative scontate segnalate in Medio Oriente (che si collocano nella fascia più bassa del range), mentre anche i prezzi dei contratti in Europa e Vietnam sono stati stimati in calo di almeno 10 $/t rispetto a questa settimana.