India, coils a caldo: prezzi export sotto pressione a causa della debole domande globale

martedì, 26 maggio 2026 13:49:54 (GMT+3)   |   Calcutta

Nell’ultima settimana i prezzi export dei coils laminati a caldo (HRC) in India hanno subito una crescente pressione, poiché i fornitori hanno dovuto progressivamente adeguare le proprie strategie di esportazione in risposta al rallentamento del mercato globale, al calo della domanda e all’inasprimento della concorrenza. Sebbene i livelli ufficiali delle offerte siano rimasti relativamente stabili, fonti di mercato riferiscono che diverse acciaierie si sono mostrate disposte a negoziare sconti pur di assicurarsi gli ordini, determinando in alcuni casi prezzi di transazione più bassi. Prallelamente, il calo dei prezzi nei mercati concorrenti e le persistenti sfide logistiche hanno continuato a pesare sul sentiment, spingendo gli acquirenti a chiedere ulteriori concessioni e limitando i margini per eventuali aumenti di prezzo.

Nello specifico, i prezzi degli HRC provenienti dall’India per il Medio Oriente sono stati ufficialmente segnalati sui massimi nell’intervallo 550-560 $/t FOB. Tuttavia, alcune delle transazioni concluse e confermate nel corso dell’ultima settimana sono andate in porto con sconti significativi, poiché i venditori hanno dovuto adeguare i prezzi di vendita per compensare i clienti dei maggiori costi logistici e di spedizione.

La scorsa settimana, le informazioni trapelate indicavano trattative di vendita attive per un volume complessivo di circa 50.000-55.000 tonnellate destinate ad acquirenti nei Paesi del Golfo (GCC). Fonti interne hanno confermato che gli accordi conclusi con successo hanno coperto circa 20.000-30.000 tonnellate, un volume inferiore a quello in negoziazione, ma sufficiente a migliorare il sentiment. È stato tuttavia evidenziato che, sebbene le due acciaierie che hanno confermato le vendite non abbiano divulgato i dettagli, le fonti sostengono che il prezzo medio complessivo di vendita si sia attestato nella fascia più bassa del range, ovvero a 510-520 $/t FOB.

Un dirigente di una grande acciaieria integrata dell’India orientale, attualmente non attiva sul fronte dell’export, ha dichiarato che gli acquirenti del GCC mostrano un moderato interesse per le importazioni, ma non sono disposti ad accettare prezzi elevati, in particolare dopo il ribasso dei prezzi in Cina e data la disponibilità di molteplici alternative.

Ha inoltre aggiunto che le richieste di sconto non erano negoziabili: i venditori indiani potevano solo accettarle o rinunciare all’accordo. Gli sconti, ha spiegato, sono diventati imperativi per gli acquirenti al fine di compensare parzialmente il prolungamento delle rotte di spedizione e di consegna necessarie per evitare le zone di conflitto in Medio Oriente.

«Abbiamo sentito parlare di alcune operazioni di esportazione. Ma i prezzi che circolano sono decisamente bassi rispetto ai crescenti costi di produzione delle acciaierie locali. Queste vendite non sono sostenibili. Inoltre, il calo dei prezzi export cinesi aggraverà la concorrenza», ha riferito a SteelOrbis una fonte vicina a Tata Steel Limited.

Nel frattempo, le offerte presentate in Europa sono state segnalate a 600-610 $/t FOB, in calo di 10 $/t su base settimanale, il che si traduce in circa 680-690 $/t CFR. Al contempo, vale la pena notare che entro metà maggio i fornitori indiani avevano già esaurito l’intera quota di 225.305 tonnellate per il periodo aprile-giugno 2026; pertanto, si prevede che eventuali nuove prenotazioni rientreranno nel prossimo trimestre di contingente.

Inoltre, le offerte indicative per gli HRC indiani in Vietnam sono state stimate a 570-575 $/t CFR, in calo di 10 $/t dall’inizio della scorsa settimana, corrispondenti a un prezzo FOB di circa 540-545 $/t.

Il prezzo di riferimento di SteelOrbis per gli HRC provenienti dall’India si è così attestato a 510-610 $/t FOB, rispetto ai 520-620 $/t FOB della scorsa settimana. Il ribasso riflette le trattative scontate segnalate in Medio Oriente (che si collocano nella parte inferiore del range) e le quotazioni in Europa e Vietnam, stimate anch’esse in calo di almeno 10 $/t questa settimana.

«Alcune acciaierie stanno presentando offerte in Europa a 600-630 $/t FOB. Tuttavia, le restrizioni sulle quote e i vincoli legati al CBAM impediranno transazioni immediate. Nel complesso, le esportazioni indiane rimarranno un’attività in sordina per i produttori locali», ha concluso un’altra fonte.

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Ajoy Das
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Mi sono laureato in Economia all’Università di Calcutta e ho trent’anni di esperienza nel settore del giornalismo per importanti testate. Mi occupo di industrie chiave come ferro e acciaio, energia (fossile e rinnovabile), chimica e petrolchimica ed estrattiva (carbone, bauxite, minerale di ferro e rame). Lavoro come corrispondente per SteelOrbis focalizzandomi sul settore siderurgico indiano, in particolare riguardo alle tendenze di prezzo e agli scambi commerciali lungo tutta la catena del valore, alla creazione e utilizzo della capacità produttiva, allo sviluppo aziendale, al quadro politico-governativo e alle notizie di settore.

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