Secondo quanto appreso da SteelOrbis martedì 16 giugno da fonti commerciali e industriali, i prezzi export dei coils laminati a caldo (HRC) in India sono rimasti ufficialmente invariati nell’ultima settimana. Tuttavia, le grandi acciaierie – sotto pressione a causa del rallentamento del mercato interno – si sono mostrate piuttosto flessibili e hanno mantenuto una competitività tra le più elevate nel panorama dei fornitori asiatici, sebbene questa settimana non siano stati concessi ulteriori sconti significativi.
Il livello di prezzo più basso per gli HRC indiani si registra ancora sul mercato vietnamita. Molteplici fonti hanno confermato che l’ultima operazione conclusa con successo ha riguardato un lotto misto di 30.000 tonnellate di HRC in qualità SS400 e SAE1006 al prezzo di 552 $/t CFR, un valore inferiore di 3 $/t rispetto al contratto precedente concluso a 555 $/t CFR. Il prezzo di questo contratto equivale a circa 522-527 $/t FOB. Nella giornata del 16 giugno si è accennato a un lieve incremento dei prezzi per le offerte indiane: il livello minimo si è attestato a 553-555 $/t CFR per un mix di SS400 e SAE1006, sebbene almeno un operatore abbia riferito che i livelli correnti per le offerte dall’India si aggirano perlopiù sui 555-560 $/t CFR. «I prezzi rimangono piuttosto bassi se confrontati con quelli della Cina e dell’Indonesia», ha commentato una fonte basata in Vietnam.
Per quanto riguarda il mercato del Medio Oriente, le offerte export dall’India sono state formulate in un range di 550-555 $/t FOB; non si sono registrate nuove transazioni dopo la vendita di tre carichi navali nei Paesi del Golfo (GCC) a 600 $/t CFR (che equivalgono al massimo a 545-550 $/t FOB). Secondo le fonti di mercato, le offerte d’acquisto in quest’area non dovrebbero superare i 540 $/t FOB.
Secondo alcuni trader, in Europa si intravedono timidi segnali di un rafforzamento del sentiment. Questo trend, tuttavia, è legato principalmente al calo delle importazioni e alla mancanza di chiarezza tra i distributori in merito alle nuove quote di salvaguardia tariffaria e alle complessità legate alle barriere commerciali, come i regimi di tassazione del carbonio. Alcune acciaierie indiane hanno ripreso a proporre offerte intorno ai 600 $/t FOB, ma la maggior parte delle fonti concorda sul fatto che i livelli effettivi di scambio per questa destinazione si collochino a 580-590 $/t FOB, in linea con i contratti precedenti.
Si è appreso inoltre che un produttore indiano avrebbe concluso un accordo da 25.000 tonnellate verso una destinazione non specificata a 520 $/t FOB; la notizia non ha però trovato conferma nei mercati di arrivo e il prezzo è stato valutato come particolarmente basso.
«Il rallentamento dei flussi di magazzino sul mercato locale è destinato ad accentuarsi con l’inizio della stagione dei monsoni. Anche la pressione delle scorte è in aumento. Gli acquirenti esteri si oppongono a prezzi più alti, di conseguenza la concessione di sconti resta una delle pochissime opzioni per ridurre le scorte», ha spiegato una fonte indiana.
«La politica degli sconti verrà comunque frenata dal rincaro dei costi di produzione. Le destinazioni principali restano molto sensibili ai prezzi. Ciononostante, l’accordo tra Stati Uniti e Iran e l’imminente riapertura dei transiti commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz potrebbero modificare in positivo le dinamiche di mercato nella regione del Golfo. Ci vorrà del tempo, ma ci aspettiamo che dall’accordo di pace scaturiscano flussi commerciali positivi e che l’orientamento dei prezzi inverta la rotta», ha aggiunto la stessa fonte.
Il prezzo di riferimento di SteelOrbis per gli HRC provenienti dall’India è rimasto stabile a 520-580 $/t FOB.
