Europa, coils a caldo: nessuna ripresa sostanziale dopo le vacanze, prezzi stabili

giovedì, 08 gennaio 2026 18:12:51 (GMT+3)   |   Istanbul

Il mercato europeo dei coils laminati a caldo (HRC) ha mostrato qualche segnale di ripresa dopo il rallentamento del periodo festivo, sebbene l'attività commerciale rimanga in gran parte assente. Per il momento nessun'acciaieria ha seguito l'esempio di ArcelorMittal prima delle vacanze aumentando le offerte di HRC di 20 €/t in tutta Europa. Il mercato import degli HRC d’importazione è stato effettivamente inattivo questa settimana, e gli acquirenti hanno citato incertezze riguardo alle normative CBAM e alla loro attuazione pratica.

Più precisamente, mentre le offerte delle acciaierie del nord Europa sono state segnalate a non più di 650 €/t franco produttore per la consegna di febbraio, perlopiù simili a quelle che precedevano le festività di Natale e Capodanno, il livello dei prezzi negoziabili è stato stimato a 630 €/t franco produttore, e alcuni acquirenti sostengono sia possibile abbassarli ancora.

Intanto i prezzi indicativi delle acciaierie italiane sono stati stimati a 620-640€/t franco produttore per le consegne di gennaio e febbraio, mentre quelli praticabili sul mercato locale degli HRC in Italia sono stati stimati a 610-630 €/t franco produttore, con un'attività commerciale stimata a livelli ancora più bassi rispetto al nord Europa. «Gli operatori non hanno fretta di riprendere le trattative commerciali, e per il momento non si prevedono molte attività. Il sentiment è molto peggiorato rispetto a prima delle vacanze», ha riferito a SteelOrbis il rappresentante di un'acciaieria italiana.

Le attività di importazione sono rimaste sottotono, e i prezzi indicativi sono stati stimati a 490-565 €/t CFR contro i 485-535 €/t CFR di prima delle vacanze. Le offerte import degli HRC, compresi i costi CBAM su base DDP, sono rimaste ai livelli di 600-620 €/t, a seconda del fornitore.

Le offerte import su base CFR che escludono i costi del CBAM sono state rare in quest'area geografica questa settimana, e la peggior parte dei fornitori ha rilasciato solo numeri indicativi. Nello specifico le offerte indiane di HRC in Europa sono state segnalate a 570-575 $/t CFR, il che si traduce in circa 490-493 $/t CFR, al pari di due settimane fa. Nel frattempo le offerte per il materiale dalla Thailandia si sono attestate a circa 565 €/t CFR, in aumento di 30 €/t nelle ultime due settimane. Sul mercato circola la notizia di un accordo firmato a questo livello, ma l'informazione non è stata confermata al momento della pubblicazione.

Le offerte per gli HRC provenienti dall'Algeria e dalla Thailandia su base DDP, compresi i costi del CBAM, sono state segnalate dai trader espresse rispettivamente a 620-630 €/t DDP e 610-620 €/t DDP.

Inoltre, è emerso che l’unico produttore di piani dell’Arabia Saudita vorrebbe esportare HRC in Europa, grazie a un vantaggio di prezzo per la CO₂ rispetto a molti fornitori asiatici basati su altoforno. Si dice che il carico ammonti a circa 30.000 tonnellate per la laminazione di marzo, con l’ultimo prezzo export del produttore stimato intorno ai 580 $/t FOB, ossia circa 530 €/t CFR.

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