Questa settimana è stato registrato un generale rallentamento sul mercato europeo dei prodotti lunghi in acciaio per via del calo fisiologico della domanda legata all’arrivo delle festività natalizie. Tuttavia, si continua a percepire una certa tensione per l’ufficializzazione della normativa CBAM a partire dal 1° gennaio 2026.
I tentativi di aumento sul mercato del tondo in Italia riportati in precedenza da SteelOrbis non sono stati duraturi, e i prezzi delle ultime trattative si sono attestati a 290-300 €/t base partenza. «Chiudiamo così e se ne riparla con l’anno nuovo», ha commentato una fonte. Il funzionario di un’acciaieria italiana ha poi segnalato che alcuni clienti che avevano disponibilità in magazzino hanno preferito fare scorta di volumi ai prezzi correnti prima dell’arrivo del nuovo anno, poiché stima che gli aumenti dei prezzi delle importazioni che si verificheranno con l’entrata in vigore della normativa CBAM dal 2026 avranno un impatto notevole sui prezzi di vendita già dai primi giorni dell’anno. Infatti, sebbene la restituzione dei certificati corrispondenti alle emissioni dichiarate per le merci importate nel 2026 debba essere effettuata entro il 31 maggio 2027, tali certificati dovranno già essere acquistati a partire dal 1° gennaio 2026.
La stessa fonte ha inoltre riferito di temere che l’aumento dei prezzi import – in particolare dei semilavorati dalla Cina – possa provocare a sua volta un rincaro dei prezzi del rottame in Europa come conseguenza alla crescita della domanda.
Per quanto riguarda il segmento della vergella non sono state registrate variazioni dei prezzi consolidati per il mese di dicembre in Italia né in Germania. Qui, nello specifico, si sono attestati a 575-590 €/t reso per la qualità da trafila e a 550-565 €/t reso per la qualità da rete. Nell’Europa centrale e dell’Est, invece, i prezzi di dicembre hanno registrato un aumento di 5-10 €/t, attestandosi a 580-590 €/t reso per la qualità da trafila e a 565-580 €/t reso per la qualità da rete.
Secondo quanto riferito da un operatore del mercato, il segmento della vergella da trafila si avvia verso un inizio anno segnato da una tensione al rialzo dei prezzi, con aumenti delle richieste stimati a una media di 20 €/t sulla base di diversi fattori, tra cui una «carenza di vergella di qualità proveniente da Paesi extra-UE, incidenti produttivi e ritardi nelle forniture da parte di grandi produttori europei, scarsità di rottami nobili, ecc.». Diverso invece il clima nel segmento della vergella da rete, dove i maggiori livelli di prezzo a cui sono stati acquisiti gli ordini precedenti risultano ormai poco realistici a causa del calo stagionale della domanda. Il rischio, dunque, è che le richieste di aumento ipotizzate per il mese di gennaio non trovino terreno fertile.
Per quanto riguarda il mercato export non sono state segnalate variazioni rispetto agli ultimi livelli di prezzo segnalati da SteelOrbis, mentre invece le offerte import dalla Turchia sono state riportate a 505-510 €/t CFR per il tondo – in calo di 5 €/t su base settimanale per le consegne di gennaio – e a 510-520 €/t CFR per la vergella – in calo di 10 €/t su base settimanale per le consegne di gennaio, con un tasso di cambio euro-dollaro invariato a 1,17.