La tanto attesa tendenza al rialzo sul mercato cinese è arrivata a ottobre, non a inizio settembre o ad agosto come al solito. Sul mercato delle billette, le offerte sono aumentate di circa 10 $/t rispetto ai livelli di metà ottobre, ma la domanda principale da porsi è quanto sia sostenibile. SteelOrbis ha interpellato alcune fonti.
Oggi, 30 ottobre, il prezzo di riferimento di SteelOrbis per le billette provenienti dalla Cina si è attestato a 430-440 $/t FOB per le spedizioni di dicembre, registrando un aumento di 7,5 $/t in media rispetto alla settimana scorsa e tornando ai livelli registrati a inizio mese. «Abbiamo visto accordi conclusi a meno di 425 $/t FOB, ma al momento nessuno offrirebbe meno di 435 $/t FOB perché sul mercato tira un’aria diversa», ha riferito un operatore cinese, aggiungendo che le ragioni principali della recente tendenza al rialzo sono i tagli alla produzione siderurgica nella provincia di Hebei e l’aumento dei futures.
Tagli alla produzione siderurgica contro le scorte
Il 27 ottobre, le principali città della provincia di Hebei, Shijiazhuang, Tangshan, Langfang, Hengshui, Handan, Xingtai, Baoding e Cangzhou, hanno ridotto la produzione e il trasporto dell’acciaio per ridurre l’inquinamento dopo la dichiarazione di un’emergenza di livello 2 adottando misure che ridurranno la sinterizzazione del 30%. Si prevede che questa strategia ridurrà la produzione di acciaio grezzo di circa 400.000-450.000 tonnellate in quattro giorni e mezzo. Ovviamente, questa scelta ha supportato i sentiment tra il 27 e il 29 ottobre, ma è anche vero che la produzione era piuttosto elevata a inizio mese. Nei primi venti giorni di ottobre, nelle aziende che fanno parte della CISA (Chinese, Iron and Steel Association) la produzione giornaliera di acciaio grezzo si è attestata a 2,023 milioni di tonnellate. Nello stesso periodo del mese di settembre, invece, aveva raggiunto i 2,016 milioni di tonnellate in media.
Alcune fonti considerano la produzione siderurgica in Cina piuttosto elevata rispetto agli ultimi livelli di consumo registrati nel Paese. «Dopo la settimana di vacanza, abbiamo notato una buona attività locale nel segmento degli coils laminati a caldo (HRC), ma non in quello del tondo», ha riferito un operatore. Vale la pena menzionare che, a settembre, la produzione di acciaio grezzo in Cina ha raggiunto il livello inferiore registrato negli ultimi 21 mesi, ammontando a 73,49 milioni di tonnellate. Tuttavia, questo non è stato sufficiente per supportare i prezzi dell’acciaio in Cina.
Al contempo, le elevate scorte in Cina dimostrano la debolezza della domanda e le acciaierie si trovano in una posizione difficile, soprattutto a ottobre. In particolare, il 20 ottobre, le scorte di acciai finiti di grandi e medie imprese cinesi hanno raggiunto i 16,58 milioni di tonnellate, registrando un aumento dell’8,4% rispetto ai livelli dello stesso periodo a settembre e del 5,8% rispetto alla metà di agosto.
Le tensioni tra Cina e Stati Uniti si allentano
L’incontro tra il presidente cinese Xi Jinping e il presidente Trump, tenutosi a Busan il 30 ottobre, avrà affetti positivi sui sentiment di mercato. Il presidente degli Stati Uniti ha accettato di ridurre del 10% i dazi sui prodotti cinesi, alla luce dei progressi compiuti nei negoziati relativi alle importazioni di soia in Cina, al commercio delle terre rare e alle questioni relative al fentanil.
Nonostante questi fattori non abbiano un impatto diretto sul settore siderurgico cinese, i sentiment sono migliorati notevolmente. I prezzi spot in Cina sono aumentanti, seguendo la stessa tendenza dei futures.
Lunedì, martedì e mercoledì i futures sul tondo allo Shanghai Futures Exchange sono cresciuti, rispettivamente, dell’1,54%, dello 0,49% e dell’1%, ma hanno subito una lieve flessione dello 0,38% giovedì.
La debolezza della domanda è il principale fattore contro la sostenibilità della tendenza al rialzo
L’opinione generale sul mercato è che la recente tendenza al rialzo non durerà a lungo, a meno che non emergano altri fattori che la supportino. «In Cina, sembra che i prezzi dell’acciaio siano aumentati di 5 $/t questa settimana. Però, tutti sanno che la domanda di lunghi è molto scarsa e l’inverno si avvicina», ha commentato un acquirente del Sudest Asiatico.
Gli operatori cinesi, che all’inizio di ottobre avevano puntato al ribasso, hanno smesso di proporre prezzi bassi in questi tutte le principali destinazioni. «Gli acquirenti turchi e del Medio Oriente hanno ricevuto offerte calcolate in base agli attuali prezzi FOB, che si aggirano intorno ai 440 $/t FOB. Non è necessario fare offerte al ribasso se i futures sono alti», ha commentato una fonte di Singapore.
Concorrenza
Quest’anno, gli esportatori di billette cinesi sono stati tra i principali fornitori al mondo (10,7297 milioni di tonnellate di semilavorati esportati nei primi nove mesi del 2025), ma la concorrenza con gli altri venditori persiste. La Russia è stato uno dei maggiori rivali. In Turchia, gli ultimi accordi per le billette russe sono stati conclusi a prezzi inferiori di 20 $/t rispetto alle ultime offerte cinesi, che questa settimana si sono attestate a 475-480 $/t CFR. Inoltre, in Asia, le billette cinesi sono più care di circa 5-10 $/t di quelle russe.
Le esportazioni di billette provenienti dall’Iran sono state limitate negli ultimi mesi, ma le vendite potrebbero accelerare dopo l’aumento delle offerte cinesi.
«Alcuni venditori, come il Giappone o i Paesi del Sudest Asiatico, potrebbero concludere accordi al posto della Cina. Tuttavia, penso che le billette cinesi continueranno a essere la fonte principale in generale, poiché il potenziale di offerta è maggiore in Cina e il problema della domanda e dell’offerta rimarrà», ha riferito un venditore cinese.
Il 30 ottobre, il produttore di billette indonesiano ha annunciato le sue offerte con spedizione a gennaio a 443 $/t FOB, in aumento rispetto ai 435 $/t FOB della scorsa settimana.