Rottame: attesa per il 17 novembre la proposta di revisione del regolamento Ue sulle spedizioni

venerdì, 12 novembre 2021 16:34:12 (GMT+3)   |   Istanbul
       

La Commissione europea dovrebbe annunciare il 17 novembre la propria proposta di revisione del regolamento 1013/2006 sulle movimentazioni transfrontaliere di rifiuti (Waste Shipment Regulation), proposta che dovrà essere poi sottoposta al parere del Consiglio e del Parlamento europeo. Secondo le prime indiscrezioni, la bozza proporrebbe un divieto generale alle esportazioni di rottame dall'Ue. Tuttavia, sul mercato circolano varie opinioni in merito.

Secondo diverse fonti, un possibile divieto potrebbe riguardare esclusivamente le spedizioni verso quei paesi che non soddisfano standard di trattamento dei rifiuti simi a quelli dell'Ue. Ad essere penalizzati da un provvedimento di questo tipo sarebbero principalmente i paesi non OCSE, ma anche la Turchia. Un trader ha affermato che l'Ue potrebbe restringere principalmente le esportazioni di bonus scrap, frantumato e lamierino, consentendo la continuazione delle spedizioni di HMS verso la Turchia. Un produttore siderurgico internazionale ha commentato invece che un divieto generale all'export di rottame potrebbe essere in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni dell'Ue, che richiedono il passaggio a una produzione da forno elettrico e a base di idrogeno.

Nell'ultimo anno, diversi player hanno rilasciato dichiarazioni su questo tema. Mentre qualcuno si è detto favorevole ad alcune limitazioni alle esportazioni di rottame, la maggior parte degli operatori ha detto di non aspettarsi un divieto totale. Per esempio, mentre produttori come Feralpi sostengono la necessità di limitazioni alle esportazioni di rottame dell'Ue, all'ultimo meeting di IREPAS i relatori hanno descritto il rischio di un divieto totale delle esportazioni di rottame dall'Ue come «lieve» poiché «si tratta di un commercio importante» e perché il materiale generato nell'Ue non potrebbe essere interamente assorbito dal mercato domestico.
La Confederazione europea delle industrie del riciclo (EuRIC) nel frattempo si oppone a qualsiasi restrizione all'export di rifiuti senza alcuna distinzione sulla natura e tipologia degli stessi: per i rifiuti misti e non selezionati, ritiene infatti che eventuali restrizioni siano «comprensibili e anzi opportune», mentre per quei materiali che derivano da «operazioni di selezione e trattamento svolte da impianti autorizzati» il ricorso ai mercati globali «garantisce l'operatività degli impianti e la loro sostenibilità». Cinzia Vezzosi, presidente di EuRIC, ha spiegato a SteelOrbis che eventuali limitazioni all'export andrebbero applicate con gradualità, perché «è evidente che attualmente non c'è la capacità industriale per assorbire il rottame che oggi viene esportato. Le aziende siderurgiche stanno investendo nella transizione verso la decarbonizzazione, ma ci vorranno anni perché si arrivi a una situazione di maggior utilizzo del rottame che l'Europa produce». Secondo Vezzosi, se la disponibilità di rottame aumentasse eccessivamente, «il materiale perderebbe valore, i nostri magazzini si svaluterebbero e ci sarebbe un'interruzione nell'economia circolare dovuta al fatto che raccogliere rottame potrebbe rivelarsi poco redditizio». La presidente di EuRIC pensa si debba puntare piuttosto a «stimolare il mercato e la richiesta interni. Ci piacerebbe ad esempio che ci fosse una maggiore spinta all'utilizzo del materiale da riciclo nelle produzioni».

L'Ue è il più grande esportatore mondiale di rottame, con 17,45 milioni di tonnellate di spedizioni nel 2020 e 11,24 milioni di tonnellate nella prima metà del 2021 (dati Eurostat). La Turchia come accennato sarebbe il paese maggiormente colpito da un possibile ban sulle esportazioni di rottame, poiché le sue importazioni dall'Ue sono state pari a 11,93 milioni di tonnellate nel 2020 e a 9,78 milioni di tonnellate solo nei primi nove mesi dell'anno in corso.

Anche Russia e Ucraina stanno pensando di rafforzare le restrizioni alle esportazioni di rottame. Mentre la Russia sta valutando di aumentare il proprio dazio dagli attuali 70 €/t a 100 €/t, l'Ucraina sta cercando di aumentare il proprio dazio all'esportazione da 58 $/t a 200 $/t.


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