Patuanelli: «La siderurgia ha bisogno di un piano strategico»

martedì, 26 maggio 2020 15:52:45 (GMT+3)   |   Brescia

Per la siderurgia il governo italiano intende definire un piano strategico che contenga anche elementi di protezione commerciale, con stimoli alla domanda dedicati ai settori delle costruzioni e automotive. Lo ha detto il ministro per lo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, in un'informativa urgente alla Camera. Il ministro ha ricordato che «la produzione nazionale di acciaio del mese di marzo è diminuita del 40% su base annua registrando una caduta nettamente maggiore rispetto a quella dei competitor europei». 

In linea generale, per il comparto acciaio bisogna intervenire a «sostegno della siderurgia italiana e del mercato dell'acciaio in tutta la sua filiera». Patuanelli ha evocato «sistemi di protezione commerciale» per contrastare il dumping dei paesi asiatici, ma anche della Turchia. Per «questa protezione commerciale dobbiamo intervenire come Paese ma soprattutto su base europea». 

Oltre a ciò, ha aggiunto Patuanelli, «occorre ragionare con serietà ad elementi di stimolo della domanda verso le costruzioni e l'automotive, che hanno un forte consumo di acciaio», senza tuttavia mettere in discussione gli obiettivi «che ci siamo dati rispetto alla decarbonizzazione e alla riduzione delle emissioni di CO2». Ciò significa che «l'incentivazione verso la trazione elettrica è fondamentale che continui».

Parlando delle crisi aperte, per quanto riguarda l'ex Ilva il ministro ha dichiarato che quello di «accompagnare almeno parzialmente con aiuti di stato il player privato è un passaggio obbligato» e ha confermato che ArcelorMittal presenterà il proprio piano industriale «entro venerdì 5 giugno». Il piano dovrà prevedere investimenti in impianti: «L'AFO5 deve essere rinnovato, dovrà esserci una forte decarbonizzazione con la presenza di forni elettrici. Il governo dovrà monitorare sulla sostenibilità finanziaria del piano», ha aggiunto Patuanelli. «Il costo dell'energia è un problema serio e bisognerà crare le condizioni affinchè sia sostenibile» ha osservato, per poi aggiungere di aspettarsi da parte di ArcelorMittal «un piano industriale serio, ambizioso, lungimirante che non sia difensivo e conservativo e soprattutto che non metta in discussione l'esito dei complessi negoziati culminati con l'accordo dello scorso 4 marzo». 

Sull'AST di Terni Patuanelli ha detto che è necessario «aspettare le mosse che la proprietà vorrà fare in termini di cessione, se totale o parziale, per l'ingresso di un nuovo socio di maggioranza o l'ingresso di un socio unico. Le interlocuzioni di questi giorni – ha aggiunto – ci portano a dire che viene confermato il piano industriale che prevede 60 milioni di investimenti nel biennio e la conferma degli obiettivi del piano». Il ministro ha affermato che «ci sono almeno due soggetti, ne abbiamo contezza fattuale, che sono interessati storicamente a questo stabilimento, il Gruppo Marcegaglia e il Gruppo Arvedi, e di credere che ci possa essere un interesse anche da parte di player internazionali del mercato dell'acciaio speciale, «che non è in crisi rispetto ad altri settori». 

Stefano Gennari


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