Nelle ultime settimane l’incertezza sul mercato siderurgico dei Paesi del Golfo (GCC) è aumentata, poiché le interruzioni nello Stretto di Hormuz continuano a incidere sui flussi commerciali consolidati e sugli assetti logistici dell’area. I movimenti delle merci sono diventati meno prevedibili, mentre le condizioni del trasporto marittimo restano altamente volatili, inducendo gli operatori ad adottare un atteggiamento prudente. Parallelamente, iniziano a emergere timori di possibili tensioni sul fronte dell’offerta, con una crescente attenzione alla ricerca di rotte alternative e soluzioni logistiche percorribili.
In questo contesto, i porti egiziani sul mar Rosso si stanno affermando tra i principali beneficiari del riassetto in corso, registrando un incremento dell’attività cargo a seguito del dirottamento delle spedizioni lontano dal Golfo. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, alcuni carichi di acciaio vengono sbarcati negli scali del Mar Rosso e successivamente inoltrati via terra verso i mercati del golfo Persico, anche se i maggiori tempi di transito e le ulteriori operazioni di movimentazione stanno comportando un aumento dei costi logistici complessivi.
Nel frattempo, l’Arabia Saudita sta rafforzando le proprie capacità logistiche interne attraverso l’espansione della rete di autotrasporto, con l’obiettivo di sostenere i flussi cargo transfrontalieri all’interno dei Paesi del Golfo. Secondo dichiarazioni ufficiali, la misura mira a garantire una distribuzione più fluida delle merci, in particolare per le spedizioni in arrivo attraverso i porti del mar Rosso.
Allo stesso tempo, il corridoio Oman-Emirati Arabi ha assunto maggiore rilevanza come rotta alternativa, con porti come Sohar sempre più utilizzati come punti di ingresso per i carichi dirottati. Secondo fonti regionali, tale direttrice dovrebbe agevolare i flussi di merci verso gli Emirati Arabi, sebbene le recenti preoccupazioni sul fronte della sicurezza in prossimità di alcuni porti omaniti abbiano ulteriormente accresciuto la cautela del mercato.
«Nulla è ancora chiaro. Nel segmento dei coils a caldo non vi sono ancora offerte definite, poiché gli operatori stanno cercando di individuare rotte praticabili. I noli restano altamente incerti e, alla luce dei recenti problemi che hanno interessato alcuni porti omaniti, i fornitori continuano a mantenere un atteggiamento prudente», ha dichiarato a SteelOrbis una fonte con sede negli Emirati Arabi.
Di conseguenza, il mercato siderurgico dei Paesi del Golfo figura tra quelli maggiormente colpiti dall’attuale scenario, rimanendo in una fase di forte incertezza, con flussi di approvvigionamento interrotti e un’attività commerciale limitata. Nel segmento dei piani, e in particolare in quello dei coils a caldo (HRC), che rappresentano una quota rilevante delle importazioni, la visibilità sui prezzi si è ridotta, poiché molti fornitori hanno evitato di presentare nuove offerte alla luce dell’incertezza sui costi di trasporto e della mancata definizione delle rotte di spedizione. Ne consegue un atteggiamento attendista da parte degli acquirenti e un mercato sostanzialmente rallentato, in attesa di condizioni più chiare.