Istat: a dicembre 2015 cala l'indice dei prezzi all'import di prodotti industriali

martedì, 16 febbraio 2016 12:46:11 (GMT+3)   |   Brescia

Nel mese di dicembre 2015 l'indice dei prezzi all'importazione dei prodotti industriali diminuisce dell'1,4% rispetto al mese precedente e del 4,3% nei confronti di dicembre 2014. Lo rileva l'Istat.

Nel 2015 l'indice dei prezzi all'importazione diminuisce invece del 4,6%. La riduzione dei prezzi all'importazione, spiega l'Istat, dipende principalmente dalle dinamiche del comparto energetico, al netto del quale l’indice registra una flessione dello 0,1% rispetto al mese precedente e dello 0,2% in termini tendenziali.
I prezzi dei beni importati presentano, rispetto al mese precedente, una variazione negativa dello 0,1% per l'area euro e del 2,3% per l'area non euro. In termini tendenziali si registra una diminuzione dello 0,6% per l'area euro e del 7,1% per quella non euro, influenzata dal peso elevato che hanno i prodotti energetici - i cui prezzi risultano in notevole calo - nelle importazioni dai paesi extra-europei.

Riguardo ai contributi settoriali alla dinamica tendenziale dell'indice generale, per l'area euro quello più rilevante deriva dai beni intermedi (-1,0 punti percentuali). Per l'area non euro il contributo più significativo proviene dall'energia (-7,4 punti percentuali).

I prezzi all'importazione segnano, nell'ambito delle attività manifatturiere, il tasso di crescita tendenziale più elevato, per quel che riguarda l'area euro, nei settori della fabbricazione dei mezzi di trasporto (+3,4%) e delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+1,2%) mentre per l'area non euro nei settori delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+5,1%) e della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+4,4%). Il calo tendenziale più marcato risulta per l'area euro nel settore della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) (-6,5%) e per quella non euro nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-7,4%).


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