Secondo quanto comunicato dall’autorità brasiliana per il commercio estero Siscomex, al 17 dicembre, le 445.469 tonnellate di quote relative a prodotti siderurgici importabili con dazi ordinari hanno registrato un tasso di utilizzo complessivo del 71%, rispetto al 54% del 19 novembre.
Le quote in questione sono state approvate il 24 ottobre e saranno utilizzabili fino al 23 febbraio 2026.
Il volume complessivo delle nuove quote risulta in linea con quello delle quote precedenti.
L’utilizzo per prodotto è stato il seguente:
- Lamiere in coils: 12% su 1.284 t, invariato rispetto a un mese fa.
- Coils a caldo (HRC): 24% su 36.120 t, contro il 7% precedente.
- Coils a freddo (CRC): 68% su 84.203 t, contro il 44% precedente.
- Coils zincati: 76% su 144.285 t, contro il 60% precedente.
- Galvalume: 88% su 147.038 t, contro il 75% precedente.
- Vergella: 30% su 32.534 t, contro il 14% precedente.
I volumi che eccedono le quote sono soggetti a un dazio all’importazione del 25%, che, secondo la stampa locale, dovrebbe essere portato al 50%.
I produttori siderurgici brasiliani continuano tuttavia a sostenere che le misure attuali non siano sufficienti a contenere le importazioni di acciaio, che a loro avviso avvengono spesso a prezzi di dumping. Una parte significativa di tali importazioni entra attraverso la zona franca di Manaus senza il pagamento di dazi, anche quando il materiale viene successivamente destinato ad altri stati.
Secondo la maggior parte dei CEO delle aziende siderurgiche brasiliane, la principale criticità per il settore resta rappresentata dalle importazioni a prezzi di dumping, in particolare dalla Cina.