Secondo quanto comunicato dall’autorità brasiliana per il commercio estero (Siscomex), al 15 ottobre, le quote per l’importazione di prodotti siderurgici in Brasile, pari a 445.469 tonnellate e soggette alle normali aliquote doganali, risultavano utilizzate al 77%, in aumento rispetto al 74% registrato il 27 agosto 2025.
Le quote erano state approvate il 24 giugno e potevano essere utilizzate fino al 23 ottobre.
L’utilizzo per tipologia di prodotto è stato il seguente:
- Lamiere in coils: 18% su 1.284 t, invariato
- Coils a caldo (HRC): 39% su 36.120 t, contro il 36% precedente
- Coils a freddo (CRC): 75% su 84.203 t, contro il 53% precedente
- Coils zincati: 76% su 144.285 t, contro il 64% precedente
- Galvalume: 90% su 147.038 t, contro il 71% precedente
- Vergella: 72% su 32.534 t, contro il 54% precedente
I volumi che superano le quote sono soggetti a un dazio d’importazione del 25%, che, secondo la stampa locale, potrebbe essere aumentato al 50%.
I produttori siderurgici brasiliani sostengono che le misure attuali non siano sufficienti a limitare le importazioni di acciaio, spesso oggetto di dumping. Gran parte di queste importazioni, affermano, entra nel Paese attraverso la zona franca di Manaus, senza il pagamento dei dazi, anche quando il materiale viene poi distribuito in altri stati.