Le acciaierie USA, a fronte del rallentamento del business dei prodotti finiti e dell'economia in generale, continuano ad essere restie nell'effettuare acquisti di materie prime, e stanno mantenendo le scorte al livello minimo, considerato oltretutto l'approssimarsi della fine dell'anno. In effetti, i produttori avevano già provveduto all'approvvigionamento di rottame nei mesi scorsi, in misura sufficiente rispetto al programmato aumento della produzione; ora, con la contrazione dei mercati, è improbabile che si registrino acquisti prima del prossimo gennaio.
Per quel che concerne l'export di tale materia prima, al momento il livello degli scambi è debole e le quotazioni sono in discesa, sebbene alcuni esportatori sperino in un risveglio della domanda nella seconda metà di novembre.
Gli ultimi dati ufficiali mostrano che l'export americano di rottame in agosto ha raggiunto 1.829.000 tonnellate, con un incremento di 553.000 tonnellate rispetto al mese precedente. Tuttavia, l'import di Cina e Turchia è poi via via calato, e perciò i dati complessivi di settembre e ottobre saranno certamente molto al di sotto dei livelli estivi.
Alcuni dettagli: nel mese di agosto, le principali destinazioni estere del frantumato USA sono state Cina (357.000 ton), Turchia (169.000 ton), Sud Corea e Taiwan (85.000 ton per entrambe), Tailandia (41.000), Messico (37.000) e India (32.000 ton); relativamente all'HMS I, invece, i primi paesi importatori dagli Stati Uniti sono stati Turchia (162.000 ton), Sud Corea (144.000), Cina (87.000 ton), Taiwan (85.000 ton), Malesia (45.000 ton) ed Egitto (37.000 ton).