Il costo del trasporto marittimo bulk dalla costa orientale degli Stati Uniti (USEC) verso la Turchia è ancora indicato questa settimana a 44-46 $/t CFR, invariato rispetto alla settimana precedente. Tuttavia, l’instabilità nello Stretto di Hormuz e il rialzo delle quotazioni petrolifere continuano a indurre gli esportatori a difendere con estrema cautela i propri margini.
Sul fronte geopolitico, l’incertezza legata al conflitto che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran resta elevata. La scorsa settimana era stata annunciata una tregua di due settimane, ma martedì il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sarebbero pronti a riprendere le ostilità alla scadenza del termine, sostenendo che non siano state soddisfatte le condizioni necessarie per la pace. Nel frattempo, Israele ha proseguito gli attacchi in Libano anche durante la tregua. L’Iran, dal canto suo, ha affermato di ritenere gli Stati Uniti responsabili della violazione del cessate il fuoco e sta valutando l’invio di una delegazione a Islamabad per ulteriori colloqui con Washington.
Gli operatori del mercato del rottame osservano quindi con prudenza l’evoluzione della situazione, ritenendo che il quadro sia ancora ben lontano da una conclusione definitiva e che i prezzi globali del petrolio e dell’energia possano continuare a crescere.
Il prezzo dell’HMS I consegnato ai porti di New York e Philadelphia si mantiene nella fascia di 280-290 $/gt (284,4-294,6 $/t) reso al deposito per l’esportazione, con il limite superiore riservato alle operazioni di maggiore tonnellaggio. Alcuni venditori hanno inoltre segnalato vendite a 260-265 $/gt (264-269 $/t) franco deposito, precisando che il range è rimasto invariato rispetto alla settimana precedente. Il rottame destinato alla frantumazione è indicato a 250-260 $/gt (254-264 $/t) reso al deposito per l’esportazione, con il limite superiore rilevato soprattutto nelle operazioni concluse presso i porti di New York.
A Boston il quadro si presenta analogo: i prezzi ai porti sono rimasti stabili a 255-265 $/gt (259-269 $/t) reso al deposito per l’esportazione, mentre anche il rottame destinato alla frantumazione si è mantenuto invariato a 155-165 $/gt (171-182 $/t) reso.
I vantaggi derivanti da un mercato export più forte non si sono ancora trasferiti ai venditori di rottame della costa orientale statunitense attivi verso i porti. Il prezzo dell’HMS I/II 80:20 di origine USA è aumentato di 2 $/t rispetto alla settimana precedente, raggiungendo i 402 $/t CFR Turchia. Inoltre, un altro paio di transazioni segnalate martedì, ma non ancora confermate, lasciano intendere che questo grado potrebbe registrare a breve un ulteriore aumento di 1-2 $/t.
Nel frattempo, il mercato turco dei prodotti finiti ha evidenziato questa settimana lievi miglioramenti di prezzo per i coils a caldo (HRC). Secondo quanto riferito a SteelOrbis, tali rialzi sono però legati soprattutto all’aumento dei costi e a prudenti aspettative sul piano monetario, piuttosto che a un effettivo rafforzamento della domanda. Di conseguenza, i fondamentali del mercato export USEC-Turchia non mostrano ancora segnali evidenti di miglioramento, mentre il trend rialzista sembra essere maggiormente riconducibile all’incertezza economica e politica a livello globale.