Alcune acciaierie del Midwest statunitense hanno annunciato modifiche ai prezzi del rottame ferroso in avvio del ciclo di contrattazione di maggio, con un aumento di 20 $/gt per i rottami di qualità superiore e prezzi invariati per le qualità obsolete. La situazione resta tuttavia ancora in evoluzione e, secondo indiscrezioni, altre acciaierie potrebbero presto annunciare una tendenza laterale su tutte le qualità. Già al momento della pubblicazione, si segnalavano importanti acciaierie del Midwest impegnate ad acquistare rottame obsoleto a prezzi invariati, mentre i grandi venditori stavano offrendo #1 lamierino a livelli in linea con i prezzi di riferimento fissati ad aprile. Secondo quanto riportato, anche le acciaierie del Sudest stavano ricevendo offerte di #1 lamierino su questi stessi livelli.
In ogni caso, tutti gli elementi indicano che a maggio i rottami di qualità superiore potrebbero aumentare di 20 $/gt oppure rimanere invariate.
I venditori sottolineano che la domanda da parte delle acciaierie è troppo sostenuta per essere ignorata, mentre negli ultimi giorni gli acquirenti stanno valutando le proprie opzioni nel tentativo di esercitare pressioni al ribasso sul mercato. Ancora mercoledì, alcune acciaierie ritenevano che i prezzi del rottame frantumato e delle qualità da taglio potessero scendere rispetto ai livelli fissati ad aprile.
Le trattative sono ancora in corso e, al momento, anche diverse posizioni e comunicazioni ufficiali delle acciaierie restano da definire.
Da diverse settimane, per maggio si prospetta una marcata tendenza laterale, sostenuta da vari fattori positivi. Inoltre, questa settimana gli indicatori della produzione siderurgica hanno raggiunto un massimo per il 2026. Secondo l’American Iron and Steel Institute, la produzione di acciaio grezzo negli Stati Uniti ha raggiunto 1,85 milioni di tonnellate nette (1,67 milioni di tonnellate metriche) in tutte le regioni, il livello più alto dell’anno, mentre il tasso di utilizzo della capacità installata ha superato per la prima volta quest’anno la soglia dell’80%, attestandosi all’80,4% nella settimana del 2 maggio. I venditori sottolineano come si tratti di dati particolarmente positivi, considerando il numero di fermate per manutenzione attualmente in corso.
Mercoledì mattina, alcuni acquirenti chiedevano aggiornamenti sugli ultimi sviluppi nel mercato statunitense della ghisa. La ghisa basica (BPI) destinata agli Stati Uniti era aumentata di 20 $/t sia ad aprile sia a marzo, ma questa settimana il prezzo è rimasto invariato rispetto alla precedente, a 510-515 $/t CFR NOLA. Sul mercato export, nelle ultime due settimane i prezzi dalle coste orientale e occidentale degli Stati Uniti, rispettivamente USEC e USWC, hanno registrato aumenti; tuttavia, alcuni recenti sviluppi indicano un possibile indebolimento di questi mercati. In Turchia, i prezzi dei prodotti finiti, laminati mercantili, vergella e tondo, stanno rallentando a causa della domanda debole e del deprezzamento della lira turca.
Oltre a ciò, mercoledì i prezzi del petrolio sono diminuiti, con il West Texas Intermediate (WTI) in calo di 7,2 $/barile a 95 $/barile, dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran era vicina alla conclusione. Tuttavia, i funzionari iraniani hanno rapidamente respinto tale affermazione, sostenendo che le richieste statunitensi assomigliavano più a una «lista dei desideri».
L’aumento dei prezzi del petrolio e dei costi di trasporto ha sostenuto, almeno in parte, i mercati export USEC e USWC; resta da vedere se i recenti sviluppi rallenteranno il ritmo dei rialzi.