Il mercato domestico statunitense del rottame ferroso potrebbe muoversi lateralmente a maggio, secondo quanto riferito da alcune fonti, poiché i fondamentali di mercato continuano a supportare un andamento stabile. Nei giorni scorsi erano circolate voci su un possibile calo di 10-20 $/gt a maggio rispetto ai prezzi definiti per aprile, ma la domanda di acciaio finito sembra ancora troppo forte perché i prezzi del rottame possano indebolirsi ulteriormente.
Alcuni operatori si spingono persino a sperare che il 2026 possa interrompere il trend ribassista visto nel 2024 e nel 2025. Nel 2024 i prezzi del rottame sono diminuiti a marzo senza più recuperare per il resto dell’anno, mentre nel 2025 sono scesi a marzo per poi riprendersi solo a dicembre, con alcuni mesi laterali nel mezzo. Quest’anno, tuttavia, alcuni fondamentali appaiono leggermente migliori. Secondo l’American Iron and Steel Institute, il tasso di utilizzo della capacità installata nella settimana del 6 aprile si è attestato al 79,8%, vicino al livello storicamente positivo dell’80% – soglia che non si vedeva dall’agosto 2024. Nella stessa settimana del 2025 il dato era pari al 75,2%, mentre nel 2024 si attestava al 78,6%.
I prezzi dell’acciaio finito continuano intanto a salire: nella settimana appena conclusa, i coils a caldo (HRC) hanno registrato un ulteriore incremento di 10 $/nt (11 $/t), raggiungendo i 1.050 $/nt (1.157 $/t) FOB produttore dai 1.040 $/nt (1.146 $/t) FOB della settimana precedente, mentre secondo le fonti le lamiere hanno evidenziato aumenti nell’ordine di 90-120 $/nt (99-132 $/t).
Alcuni operatori ritengono che il rottame sia attualmente sottovalutato e che il lamierino di prima qualità dovrebbe collocarsi di 60-75 $/gt (66-83 $/t) al di sopra dei livelli attuali. A Chicago e Detroit, nel mese di aprile, questa qualità è rimasta stabile a 450-455 $/gt (496-502 $/t) reso cliente. I gradi da taglio, a loro avviso, dovrebbero trovarsi 60 $/gt (66 $/t) più in basso. L’HMS I è diminuito di 20 $/gt (20,3 $/t) ad aprile, scendendo a 370-375 $/gt (408-413 $/t) reso consumatore negli stessi mercati. Le fonti richiamano inoltre il rapporto tra i prezzi dell’acciaio finito e quelli del rottame: lo spread tra lamierino di prima qualità e gli HRC si colloca vicino ai 650 $/t, mentre tradizionalmente si attestava intorno ai 400 $/t.
Le acciaierie hanno differenziato i prezzi tra il lamierino di prima qualità e il frantumato, con quest’ultimo che nel Midwest si è attestato a 430 $/gt (437 $/t), mantenendo così lo storico differenziale di 20 $/gt (20,3 $/t) tra le due qualità.
Le fermate per manutenzione programmate non dovrebbero causare una significativa pressione al ribasso a maggio, poiché i giorni di inattività saranno meno numerosi e distribuiti su diverse aree del Paese. Inoltre, con il progressivo miglioramento del clima primaverile, le acciaierie segnalano un ulteriore aumento dei flussi di rottame.
Export
Il mercato export su entrambe le coste statunitensi sembra aver accelerato di recente. Le transazioni concluse venerdì indicano livelli più elevati per l’HMS I/II 80:20 sulla costa occidentale degli Stati Uniti (USWC), con vendite verso il Bangladesh nella fascia 410-414 $/t. Anche il rottame containerizzato risulta già in aumento, con l’HMS I/II 80:20 sulla USWC salito a 340 $/t FAS porto di Los Angeles dai 325-335 $/t FAS di inizio settimana.
Sulla costa orientale degli Stati Uniti (USEC), le operazioni concluse venerdì 17 aprile verso la Turchia si sono attestate a 400-403 $/t CFR Turchia, con le ultime transazioni orientate verso il limite superiore della fascia, segnando un aumento di 3 $/t rispetto ai livelli precedenti. L’attività verso la Turchia ha registrato un’accelerazione la scorsa settimana, come già previsto, dal momento che il Paese necessita di diversi carichi per maggio. Alcune acciaierie turche, secondo quanto riferito, starebbero già acquistando carichi per giugno.
Resta da vedere se questi aumenti verranno trasferiti ai venditori della costa orientale ai depositi oppure se gli esportatori continueranno a cercare di proteggere i propri margini. Il prezzo dell’HMS a Filadelfia, consegnato ai moli, si è attestato questa settimana a 280-290 $/gt (284-295 $/t) franco deposito per l’esportazione, mentre ad aprile il prezzo del mercato domestico nella stessa area era diminuito di 20 $/gt (20,3 $/t), attestandosi a 345-350 $/gt (351-356 $/t) reso cliente. Alla luce della disparità tra i prezzi ai moli e quelli del mercato domestico, le fonti sulla USEC avvertono che i prezzi ai moli non potranno scendere ulteriormente se gli esportatori vorranno assicurarsi i volumi.