Gli aumenti delle ultime settimane sono stati generati dall'aumento della domanda che si è dovuto scontrare con una certa carenza di rottame. Al momento la disponibilità di rottame segna un meno 50%, ma risulta, nella situazione contingente, adeguata alle reali esigenza produttive. Nel momento in cui le acciaierie riprenderanno la produzione, se non proprio a pieni ranghi, a ritmi più elevati, il mercato si troverà nella già paventata situazione di scarsità di rottame, con conseguenti rimbalzi delle cifre.
L'aumento delle ultime settimane coincide, in termini percentuali, a un rialzo - non indifferente - del 25-30% rispetto ai livelli precedenti e generato, come anticipato, dalla necessità di acquisto manifestatasi per alcune acciaierie e dalla carenza di materiale. Si tratta certo di uno spiraglio positivo, ma non bisogna dimenticare che un aumento delle cifre del rottame non coincide necessariamente con l'uscita dal periodo di crisi.
Al momento i prezzi del lamierino si attestano a 190-195 €/t (210 €/t il palabile), a 190-200 €/t quelli del frantumato, mentre le quotazioni del rottame da demolizione si attestano a 175-190 €/t (consegna al cliente). Secondo alcuni esperti del settore, la volatilità di domanda e prezzi sarà una costante per l'intero 2009.
Per quanto riguarda le prospettive del futuro più prossimo, bisognerà prestare attenzione ai movimenti dei mercati globali (la Turchia rimane un punto di riferimento), senza tuttavia dimenticare che l'Italia presenta caratteristiche di approvvigionamento singolari e differenti rispetto a quelle di altri paesi. Bisognerà inoltre guardare al comportamento dei mercati di billette e tondo, mercati caldi fino a qualche settimana fa, ma "raffreddatisi" recentemente: la questione principale ora è cercare di comprendere quali siano le ragioni soggiacenti a tale declino.