Secondo quanto appreso da SteelOrbis da ambienti commerciali e industriali mercoledì 10 settembre, le offerte import di rottame verso l’India non rimaste in gran parte stabili. Tuttavia, gli acquirenti sono stati difficili da trovare: le acciaierie secondarie non vogliono rischiare di rifornirsi, poiché le forti piogge e inondazioni in alcune aree del Paese stanno indebolendo la domanda di acciai finiti. A tutto ciò si aggiunge poi il deprezzamento della valuta locale.
Il rottame frantumato in container proveniente da Europa e Regno Unito è stato segnalato a 360-365 $/t CFR porto di Nhava Sheva, nell’ovest, ma nell’ultima settimana sono arrivate richieste inferiori, nell’ordine di 345-350 $/t CFR, e non sono stati riportati accordi confermati. Questo porta il prezzo di riferimento da una media di 360 $/t CFR la scorsa settimana a 355 $/t CFR.
Le offerte di rottame HMS I/II (80:20) provenienti dal Regno Unito sono state segnalate a livelli invariati, in un range di 325-330 $/t CFR, ma le richieste si sono attestate a 315-320 $/t CFR. Secondo le fonti, questo ha reso impossibile concludere nuovi accordi.
Oltre alla differenza tra offerte di acquisto e di vendita, c’è un altro fattore che tiene gli acquirenti lontani dal mercato, ossia i rischi legati alla moneta locale. La rupia indiana è stata molto volatile, e ha toccato punte al ribasso di 88,10-88,60 INR sul dollaro. Questo ha fatto aumentare i costi di trasporto dopo lo sdoganamento, le assicurazioni e i costi di copertura valutaria.
«I venditori non correggono i prezzi, anche quando quelli globali si indeboliscono. Lato acquirenti, non c’è voglia di impegnarsi nell’acquisto di materie prime perché le forti piogge monsoniche e le inondazioni della parte settentrionale del Paese hanno rallentato qualsiasi possibile tentativo di ripresa della domanda di prodotti lunghi», ha affermato un commerciante con sede a Mumbai.