L’India è riuscita a rafforzare significativamente la propria presenza sul mercato statunitense delle importazioni di ghisa basica (BPI), siglando accordi per 300.000 tonnellate negli ultimi due mesi. Si prevede che questi volumi garantiranno agli acquirenti statunitensi un sostegno temporaneo nel contrastare l’aumento dei prezzi della BPI, in un contesto caratterizzato da una certa scarsità di quote di spedizione sul mercato da parte dei fornitori abituali.
La transazione più recente per una partita di BPI proveniente dall’India è stata conclusa verso gli Stati Uniti a circa 490 $/t CFR. Il prezzo ha sorpreso gli operatori poiché si attesta su livelli decisamente inferiori rispetto alle ultime trattative per il materiale brasiliano, ferme a 520-530 $/t CFR, come riferito da SteelOrbis. La qualità della BPI indiana è leggermente inferiore rispetto a quella brasiliana e i prezzi di quest’ultima possono superare quelli dell’India anche di 20 $/t. Tenendo in considerazione questi fattori, i grandi acquirenti statunitensi insisteranno su prezzi non superiori a 510-515 $/t CFR per la BPI non di origine indiana.
A seguito degli acquisti conclusi con l’India, ora i compratori statunitensi di BPI mostreranno una certa resistenza rispetto ai target di prezzo più elevati espressi dai fornitori, in particolare da quelli brasiliani. Al momento l’offerta dall’Ucraina, così come dal Brasile, resta limitata, il che rafforza la posizione dei venditori. Tuttavia, a causa delle vendite di BPI dall’India, potrebbe essere difficile per i fornitori brasiliani vendere a 530 $/t CFR, per lo meno non per grandi quantitativi.
Di conseguenza, il prezzo di riferimento di SteelOrbis per la BPI d’importazione negli Stati Uniti è ora fissato a 510-530 $/t CFR: un livello che segna un aumento rispetto ai valori di inizio maggio, ma che risulta in calo rispetto ai 520-530 $/t CFR segnalati venerdì 15 maggio.