Tra fine febbraio e inizio marzo i prezzi delle bramme offerte ai rilaminatori statunitensi erano aumentati rapidamente, ma a causa della debolezza delle quotazioni dei piani e della scarsa domanda, sono tornate a livelli più competitivi. Nel periodo cui si è fatto cenno le offerte provenienti dai mercati tipici - quali Messico, Brasile, CIS e Giappone - erano salite a circa 530-550 $/ton CFR nello stesso momento in cui i produttori di piani statunitensi annunciavano un incremento dei prezzi pari a 55 $/ton. Alcuni fornitori di bramme avevano cercato di portare i prezzi a livelli ancora più alti, con offerte a 580 $/ton CFR; tuttavia, gli aumenti dei prezzi dei piani hanno attecchito in misura minima, e hanno influenzato le quotazioni spot solo per due/tre settimane prima di tornare ai livelli precedenti all'aumento, all'inizio di questo mese.
Da allora le quotazioni dei piani sul mercato locale statunitense si sono abbassate fino a livelli addirittura inferiori a quelli toccati a fine febbraio, influenzando a loro volta i prezzi delle bramme. In marzo molti rilaminatori hanno cercato di ridurre le scorte e quindi non hanno acquistato bramme ai prezzi più alti se non quando strettamente necessario, mantenendo così gli acquisti nel range di prezzo dei 520-525 $/ton CFR per tutto il primo trimestre e nel mese di aprile. Nuove offerte di bramme provenienti dai paesi CIS e destinate agli Stati Uniti si attestano a circa 515 $/ton CFR, ma fonti hanno riferito a SteelOrbis che in seguito a trattative è possibile portare questi prezzi a livelli leggermente inferiori. Infine, le offerte provenienti dal Messico sono tornate ai livelli di gennaio, pari a 520 $/ton, mentre alcuni produttori hanno acquistato bramme dal Giappone a 520 $/ton, con consegne che proseguiranno fino alla fine di giugno.