In Turchia, i prezzi dei coils a caldo (HRC) sul mercato domestico e export sono rimasti stabili dall’inizio della settimana, mentre la domanda locale appare relativamente vivace per lotti di piccole e medie dimensioni; le esportazioni, invece, sono rimaste contenute. Anche l’attività di acquisto import risulta piuttosto modesta e sembra che, ancora una volta, verrà data priorità al materiale con tempi di consegna brevi. Mentre la Russia ha appena iniziato a offrire per il nuovo ciclo di vendite, l’Egitto è già riuscito a vendere in Turchia un lotto di medie dimensioni.
Le offerte di importazione dalla Cina verso la Turchia sono rimaste a 485-495 $/t CFR a seconda del trader, per qualità da rilaminazione, mentre i prezzi per qualità destinate ai produttori di tubi sono stati indicati a 520-525 $/t CFR. Non sono stati segnalati accordi conclusi e gli acquirenti sembrano attendisti. Le offerte dalla Malesia si collocano a 545-550 $/t CFR per spedizioni di fine gennaio, con un aumento di 5 $/t rispetto alla settimana precedente. Nel frattempo, secondo le fonti, un fornitore egiziano ha venduto 10.000 t di HRC alla Turchia a 557 $/t CFR, contro i 560 $/t CFR inizialmente indicati.
I produttori russi hanno iniziato a indicare le offerte per il nuovo ciclo di vendite, per spedizioni a febbraio, di HRC. Il produttore soggetto a sanzioni avrebbe offerto a 470-475 $/t CFR, con una riduzione di 5-10 $/t rispetto al ciclo precedente. Il produttore russo non sanzionato punta, secondo gli acquirenti, a 495 $/t CFR, rispetto ai precedenti 480-495 $/t CFR.
In Turchia, i prezzi domestici degli HRC sono rimasti a 550-570 $/t franco produttore per consegne di fine gennaio e febbraio. Tuttavia, la fascia alta del range non viene considerata negoziabile. L’attività export, invece, rimane debole, almeno verso le destinazioni europee, dove pesa l’incertezza legata al CBAM. Le offerte export dalla Turchia sono a 540-550 $/t FOB per spedizioni di gennaio, mentre sono ancora possibili sconti di 5 $/t.