USA, i rialzi del rottame potrebbero spingere le billette

lunedì, 13 luglio 2009 12:07:22 (GMT+3)   |  
Entro la fine di Luglio i prezzi delle billette USA potrebbero salire per effetto degli ultimi aumenti sul rottame frantumato, con un rincaro di circa 60 $/t, attestandosi così a 435 - 446 $/t. Un salto in avanti, successivo ad un Giugno di sostanziale stasi e contrassegnato da una domanda stagnante anche per i lunghi.

Nonostante la domanda USA sia ancora debole, gli aumenti del rottame potrebbero spingere verso l'alto anche i prezzi dei prodotti fintiti; resta comunque da verificare se il mercato sia disposto ad accettare o meno questa variazione, e di conseguenza se il rilaminatori accetteranno o meno gli aumenti delle billette. 

Fuori dagli USA, a livello internazionale, il prezzo delle billette continua a rimanere forte grazie alla domanda trainante dall'Egitto e dal Medio Oriente, in un momento di bassa produttività dei paesi CIS. La settimana scorsa le offerte di billette turche da esportazione si erano attestate a 420 - 430 $/t FOB con spedizioni a Luglio/ Agosto, mentre le offerte di billette per l'export dai paesi CIS a 400 - 410 $/t FOB. Sebbene la settimana scorsa si sia visto un certo calo, i prezzi hanno comunque registrato un incremento di 20 - 25 $/t rispetto al mese precedente.

A Giugno, il totale di importazioni di billette negli USA è stato di 9.062 tonnellate, in aumento di 5.734 rispetto al mese precedente. Il principale esportatore è stato il Messico, con 8.861 tonnellate.

Sul fronte dell'export, gli ultimi dati dell'USITC (United States International Trade Commission) hanno messo in evidenza come la quantità totale di billette al carbonio esportata a Maggio si sia attestata a 5.177 tonnellate, in aumento di 2.248 ton rispetto ad Aprile. In ogni caso, si tratta di un evidente calo se si confrontano le cifre di Maggio 2009 con quelle dello stesso mese di un anno fa: 17.560 tonnellate contro 22.737.

Le destinazioni principali dell'export USA di billette al carbonio sono state: Ecuador, a 1.668 tonnellate e Brasile, Repubblica Dominicana e Vietnam a 1000 tonnellate ognuna. Altri paesi, importatori di volumi minori, sono stati Canada, Egitto, Messico e Bermuda.


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