Stati Uniti, lunghi: prezzi import in calo tra offerte asiatiche più competitive e minori costi energetici

lunedì, 29 giugno 2026 07:38:59 (GMT+3)   |   San Diego

Secondo quanto riferito da fonti di mercato a SteelOrbis, dopo un prolungato periodo di stabilità, nel corso della settimana appena trascorsa i prezzi dei lunghi importati negli Stati Uniti hanno iniziato a registrare un calo, a fronte di una domanda asiatica in diminuzione e di una crescente disponibilità di materiale, mentre i prezzi globali del petrolio continuano a scendere dai recenti massimi raggiunti in seguito alle tensioni belliche.

Il recente calo dei prezzi globali del petrolio, sostenuto dal miglioramento del sentiment di mercato a seguito dei recenti tentativi di pace in Medio Oriente, si riflette ora anche nelle valutazioni settimanali di SteelOrbis sui prodotti siderurgici importati: i prezzi spot medi dell’acciaio d’importazione risultano infatti in calo di circa 0,50 $/cwt, pari a 10 $/nt o 11 $/t, rispetto ai livelli della settimana precedente.

«La domanda ridotta nei mercati asiatici sta esercitando pressioni al ribasso sui prezzi dei lunghi importati», ha commentato una fonte del settore dei lunghi con sede nel Midwest statunitense. «Stiamo osservando una carenza di offerte d’acquisto, che sta contribuendo a un aumento della disponibilità di materiale sui mercati export».

Secondo le informazioni di mercato, i produttori siderurgici cinesi continuano a reindirizzare le forniture verso mercati alternativi nel Sudest asiatico e in Africa, in risposta all’intensificarsi delle iniziative antidumping globali volte a contenere il persistente problema della sovraccapacità siderurgica cinese. Anche il calo stagionale della domanda locale in Asia – con l’inizio della cosiddetta stagione delle piogge – ha contribuito recentemente a ridurre il fabbisogno siderurgico regionale, in un contesto di rallentamento dell’attività edilizia e di minore ricostituzione delle scorte, hanno riferito le fonti.

Sulla costa del Golfo degli Stati Uniti, il tondo importato su base camion carico – rimasto stabile nelle precedenti cinque settimane – è stato segnalato in media a 45,50-46,50 $/cwt, pari a 910-930 $/nt o 1.003-1.025 $/t, in calo rispetto ai precedenti 46,00-47,00 $/cwt, pari a 920-940 $/nt o 1.014-1.036 $/t. Anche i prezzi spot del tondo importato sulla costa orientale degli Stati Uniti sono stati valutati in calo di 0,50 $/cwt, attestandosi in media a 46,00-47,00 $/cwt, pari a 920-940 $/nt o 1.014-1.035 $/t, reso cliente, rispetto al livello di 46,50-47,50 $/cwt, pari a 930-950 $/nt o 1.025-1.047 $/t, su cui i prezzi erano rimasti per oltre un mese.

«L’ultima offerta ricevuta per arrivi a settembre a Houston è ora disponibile a circa 50 centesimi in meno rispetto a due settimane fa», ha riferito un altro importatore di vergella della costa del Golfo statunitense, senza tuttavia specificare se, al momento della pubblicazione, fosse stata conclusa una transazione a tali livelli.

Nel mercato import della vergella, il prezzo medio settimanale di SteelOrbis per la vergella da rete su base DDP camion carico sulla costa del Golfo degli Stati Uniti è stato indicato in media a 49,00 $/cwt, pari a 980 $/nt o 1.080 $/t, con variazioni limitate rispetto alle precedenti valutazioni settimanali, riportate in una fascia più ampia di 47,50-50,00 $/cwt, pari a 950-980 $/nt o 1.047-1.080 $/t. Secondo i trader, l’indebolimento segnalato questa settimana nel mercato della vergella potrebbe proseguire, in quanto ulteriori forniture stanno diventando disponibili da diversi fornitori alternativi e meno prevedibili, provenienti dall’Indonesia e da altri paesi asiatici come Corea e Vietnam, nonostante le procedure antidumping in corso.

Nel corso della settimana appena conclusasi, i prezzi globali del petrolio sono scesi ai livelli precedenti alla guerra, con il greggio West Texas Intermediate (WTI), benchmark statunitense, quotato il 26 giugno a 69,00-69,50 $/barile, mentre il Brent ha perso un ulteriore 2-3% nella stessa giornata, attestandosi tra 72,00 e 73,70 $/barile il 26 giugno, il livello più basso dall’inizio del conflitto il 28 febbraio, quando i futures sul Brent avevano chiuso la seduta precedente l’avvio delle ostilità a 72,48 $/barile.

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Brian Whary
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Mi sono laureato alla Rutgers University con una laurea in Giornalismo. Ho iniziato la mia carriera occupandomi dei mercati energetici statunitensi per 15 anni. Negli ultimi anni mi sono dedicato all’analisi del mercato siderurgico degli Stati Uniti, concentrandomi sulla rilevazione quotidiana dei prezzi e sulla copertura delle notizie di settore relative al rottame, ai prodotti piani e ai prodotti lunghi, sia sul mercato interno sia su quello delle importazioni.

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