I leader dell’Unione Europea dovrebbero approvare, nel vertice del prossimo 23 ottobre, l’adozione di un nuovo obiettivo climatico per il 2040, chiedendo al contempo misure più incisive a sostegno dei settori ad alta intensità energetica, come quello siderurgico e automobilistico. Lo rivela una bozza del documento visionata da Reuters.
Inizialmente previsto per settembre, in linea con una scadenza fissata dalle Nazioni Unite, il voto è stato rinviato a causa delle preoccupazioni espresse da Francia, Polonia e altri Stati membri in merito al finanziamento della transizione a basse emissioni di carbonio e alla necessità di conciliarla con altre priorità, quali la difesa e la reindustrializzazione europea.
Focus su competitività industriale e quadro di supporto
Secondo la bozza delle conclusioni, i leader europei autorizzeranno gli Stati membri e il Parlamento a definire formalmente l’obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2040, incaricando al contempo la Commissione Europea di elaborare un solido “quadro abilitante” per aiutare imprese e cittadini a gestire i costi della transizione.
Il documento sottolinea che i settori industriali tradizionali, tra cui automotive, navigazione marittima, aviazione, acciaio, metalli e chimica, necessitano di particolare attenzione per mantenere competitività e resilienza a livello globale.
Confronti politici e dibattiti emergenti
Pur senza introdurre nuovi impegni finanziari concreti, i negoziatori europei riferiscono che alcuni Paesi chiedono modifiche al Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), mentre altri sollecitano maggiore flessibilità sul divieto di vendita dei veicoli con motore a combustione previsto per il 2035.
Il testo ribadisce inoltre che gli obiettivi climatici dell’Unione Europea dovranno essere perseguiti in modo “tecnologicamente neutrale”, consentendo libertà di scelta tra diversi percorsi di decarbonizzazione e tecnologie energetiche.
Se approvato, l’obiettivo climatico 2040 sarà formalmente adottato dai ministri europei dell’Ambiente il 4 novembre, in vista della Conferenza ONU sul clima COP30.