Salvaguardia UE, tra le modifiche in arrivo quote specifiche per i coils a caldo

lunedì, 01 giugno 2020 12:27:03 (GMT+3)   |   Brescia
       

L'Unione europea ha presentato al WTO una notifica delle modifiche proposte in relazione alle misure di salvaguardia su 26 categorie di prodotti in acciaio. Al termine del riesame – iniziato lo scorso febbraio – la Commissione ha deciso di rendere trimestrali e specifiche per paese le quote relative ai prodotti piani laminati a caldo (HRC), con l'obiettivo di «assicurare un flusso più stabile delle importazioni e ridurre al minimo il rischio di aumenti eccessivi delle importazioni durante il rimanente periodo delle misure». È quanto si legge nel documento visionato da SteelOrbis. 

La Commissione non ha modificato in modo significativo i volumi dei contingenti tariffari. Tuttavia la Turchia, che nel periodo luglio 2018-giugno 2019 aveva esportato nell'UE 3,317 milioni di tonnellate di HRC (dati EUROFER), potrà esportarne fino a un massimo di 1.368.314 nel periodo luglio 2020-giugno 2021 (i volumi eccedenti saranno colpiti dal dazio del 25%). Più nello specifico, la Turchia potrà spedire nel Vecchio Continente 344.890 tonnellate nel trimestre luglio-settembre 2020, 344.890 tonnellate nel trimestre ottobre-dicembre 2020, 337.393 tonnellate nel trimestre gennaio-marzo 2021 e 341.141 tonnellate nel trimestre aprile-giugno 2021.

L'India nel periodo luglio 2020-giugno 2021 potrà esportare "tariff-free" fino a 667.978 tonnellate di HRC così distribuite: 168.367 nel primo trimestre, 168.367 nel secondo, 164.707 nel terzo e 166.537 nell'ultimo. 

Le importazioni UE di HRC all'interno di un trimestre potranno ammontare a circa 1 milione di tonnellate al massimo. A titolo di confronto, nel primo, secondo, terzo e quarto trimestre 2019 i volumi delle importazioni di HRC nell'UE sono ammontati rispettivamente a 2,362, 2,012, 1,644 e 1,597 milioni di tonnellate. In tutto il 2019 le importazioni di HRC nell'UE sono ammontate a 7,61 milioni di tonnellate, mentre nel primo trimestre del 2020 si sono attestate a 1,73 milioni di tonnellate, dato nel quale sono incluse 530.000 tonnellate di prodotti turchi.

I paesi che esauriranno le quote specifiche potranno ancora attingere dalla quota residua nell'ultimo trimestre, tuttavia non potranno superare il 30% del totale. 

Inoltre, per quanto riguarda la categoria 4B, ovvero fogli rivestiti di metallo per l'industria automobilistica, la Commissione ha previsto di introdurre un limite del 30% nella quota residua, che nel primo anno era stata consumata interamente dalla Cina. 

Infine, riguardo alle categorie 10, 12, 13, 14, 15, 21, 22 e 28, la Commissione ritiene si debba limitare l'accesso alle quote residuali da parte dei paesi che hanno esaurito quote specifiche. «Questo accesso – si legge nel documento inviato al WTO – sarà limitato ai soli volumi che superano la quota media utilizzata dai paesi fornitori più piccoli durante i quattro trimestri». 

Tornando a parlare di HRC, si ricorda che le esportazioni turche sono già sotto la lente della Commissione che ha avviato un'indagine antidumping e potrebbe aprire anche un'inchiesta anti-sussidi a breve. «È un grosso problema per la Turchia, perché attualmente tutti i produttori possono vendere meno di 345.000 tonnellate di HRC a trimestre, mentre prima ne scambiavano oltre mezzo milione» ha commentato una delle fonti interpellate da SteelOrbis. Inoltre, la possibilità di dazi antidumping retroattivi aggiunge ulteriore pressione sulle vendite nel breve periodo. Secondo i trader, le esportazioni di HRC dalla Turchia saranno «complicate» nelle prossime settimane. Russia, India e Corea del Sud dovrebbero risentire meno delle modifiche alla salvaguardia. In particolare, l'India e la Corea dovrebbero continuare a compensare la carenza di vendite verso l'UE con le vendite in Asia e sul mercato interno. Nel frattempo il produttore russo Severstal gode ora di una quota trimestrale pari ad oltre 410.000 tonnellate per trimestre, essendo l'unico a non subire dazi proibitivi. Ciononostante, fonti parlano di una possibile revisione del dazio antidumping, che attualmente per Severstal ammonta a 17,6 €/t. 


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