Il governo britannico ha annunciato un ulteriore stanziamento di 22 milioni di sterline a sostegno delle imprese e dei lavoratori colpiti dai cambiamenti presso il sito di Port Talbot di Tata Steel UK, rafforzando il proprio impegno nella gestione degli impatti sociali ed economici legati alla transizione dell’azienda verso una produzione di acciaio a basse emissioni di carbonio.
I fondi del Transition Board salgono a 102 mln £
Da luglio 2024, il Tata Steel/Port Talbot Transition Board, istituito per tutelare l’occupazione e l’economia locale durante il passaggio di Tata Steel a una produzione a basse emissioni di carbonio e presieduto da Jo Stevens, segretaria di Stato per il Galles, ha già assegnato 80 milioni di sterline di fondi governativi alle aree individuate come più bisognose.
Questo supporto ha finanziato migliaia di corsi di formazione per i singoli individui e ha fornito assistenza a quasi 200 aziende, consentendo loro di avviare o ampliare le attività, investire in nuove attrezzature e diversificare verso nuovi mercati. Secondo il governo, la rapida erogazione delle risorse ha contribuito a stabilizzare l’economia locale. Con il nuovo stanziamento annunciato, il sostegno complessivo erogato tramite il Transition Board raggiunge ora quota 102 milioni di sterline.
I 22 milioni di sterline aggiuntivi rientrano in un impegno più ampio del governo britannico a favore del settore siderurgico. L’esecutivo ha promesso 2,5 miliardi di sterline per sostenere la decarbonizzazione di lungo periodo e il rilancio dell’industria siderurgica del Regno Unito, con una Steel Strategy dedicata prevista per l’inizio del 2026.