Dazi della Section 232, ambasciatore USA mette in guardia l'UE

martedì, 30 ottobre 2018 11:36:16 (GMT+3)   |   San Diego
       

Nel meeting mensile per la risoluzione delle dispute presso l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO), l’ambasciatore statunitense Dennis Shea ha chiesto ai governi dell'Unione Europea di rivalutare se è nel loro “miglior interesse” procedere con una disputa commerciale sulle tariffe USA della Section 232.

Secondo quanto riportato da Reuters, Shea si è detto “profondamente deluso” dall’atteggiamento dell’UE.

“Incoraggiamo i paesi europei a considerare attentamente i loro più ampi interessi economici, politici e di sicurezza”, ha affermato Shea durante il meeting, che secondo quanto riferito avrebbe valutato 12 richieste di aggiudicazione sulle tariffe statunitensi e le relative rappresaglie.

Quattro paesi colpiti dai dazi della Section 232 – Cina, Norvegia, Russia e Turchia – hanno chiesto al WTO di giudicare la legalità di tali tariffe e, nello specifico, di valutare la giustificazione della sicurezza nazionale da parte degli USA. Essendo basate su ragioni di sicurezza nazionale, le misure commerciali sono escluse dalla giurisdizione del WTO.

Nei 23 anni di storia del WTO, le rivendicazioni basate sulla sicurezza nazionale sono state generalmente evitate, poiché i diplomatici commerciali si sono sempre preoccupati del possibile “effetto domino” dell’utilizzo di tale motivazione come pretesto per eludere vari obblighi commerciali. Ciononostante, Shea ha messo in guardia dallo sfidare la rivendicazione degli Stati Uniti: “Gli Stati Uniti vogliono essere chiari: se il WTO dovesse impegnarsi a riesaminare la richiesta (sulla giustificazione della sicurezza nazionale), ciò comprometterebbe la legittimità del sistema di risoluzione delle controversie del WTO e persino la credibilità stessa dell’organizzazione nel suo complesso”, ha dichiarato Shea.


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