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ÇEBİD: «La contrazione della domanda interna di tubi in acciaio proseguirà nel secondo semestre»

venerdì, 24 luglio 2026 10:57:07 (GMT+3)   |   Istanbul

In un'intervista a SteelOrbis, Mehmet Zeren, segretario generale dell'Associazione turca dei produttori di tubi in acciaio (ÇEBİD), ha analizzato l'andamento del settore nel 2026, soffermandosi sulla debolezza della domanda interna, sulle crescenti pressioni esercitate da quote e dazi sulle esportazioni e sulle difficoltà di accesso a materie prime a prezzi competitivi.

Secondo Zeren, l'industria turca dei tubi in acciaio non ha iniziato il 2026 con particolare slancio. La debolezza della domanda interna, soprattutto nei settori delle costruzioni, dell'automotive e degli elettrodomestici, insieme al rallentamento degli investimenti infrastrutturali, ha pesato sulla produzione e sulle vendite domestiche nella prima metà dell'anno.

Sul fronte dell'export, nei primi sei mesi del 2026 le spedizioni sono diminuite dell'1,5% su base annua, attestandosi a 973.000 tonnellate, per un valore complessivo di 831 milioni di dollari.

«Prevediamo che la contrazione della domanda interna proseguirà anche nel secondo semestre del 2026. Si prospettano inoltre sfide significative sui mercati export. In particolare, il nuovo regime di quote dell'Unione europea, introdotto nella seconda metà del 2026, ha ridotto di circa il 40% l'allocazione complessiva delle quote destinate al nostro settore. Qualora riuscissimo a utilizzare adeguatamente il nuovo meccanismo FTA Quota-CSQ, tale riduzione potrebbe essere contenuta intorno al 30%. Anche in questo caso, tuttavia, la perdita corrisponderebbe a circa il 15% delle nostre esportazioni complessive. In assenza di nuovi mercati in grado di compensare tale flessione, nel 2026 l'export potrebbe diminuire sensibilmente», ha dichiarato Zeren.

Il segretario generale di ÇEBİD ha inoltre evidenziato che la decisione degli Stati Uniti di aumentare al 50% i dazi sui prodotti siderurgici ha determinato una forte contrazione delle esportazioni verso il mercato statunitense.

«Anche l'incertezza in Medio Oriente dovuta alla guerra tra Stati Uniti e Iran, insieme all'aumento dei prezzi dell'energia e dei costi logistici, ha avuto ripercussioni negative sull'export», ha aggiunto.

Secondo Zeren, la principale criticità per il settore riguarda l'approvvigionamento dei coils laminati a caldo (HRC), la materia prima maggiormente utilizzata nella produzione di tubi.

«La principale sfida per la nostra industria è l'impossibilità di acquistare HRC a prezzi di mercato mondiali. I produttori di tubi si procurano la maggior parte delle materie prime sul mercato interno, ma l'utilizzo di materiale acquistato localmente rende difficile competere sui mercati export. Oltre al dazio doganale del 15% sulle importazioni di HRC, i dazi antidumping applicati al materiale proveniente da Unione europea, Corea del Sud, Cina, India, Giappone e Russia hanno spinto al rialzo i prezzi delle materie prime sul mercato domestico. Di conseguenza, è diventato sempre più difficile competere con paesi come Cina e India, dove i produttori hanno accesso a materie prime a costi inferiori».

Zeren ha ricordato che, per preservare la propria competitività, i produttori turchi hanno fatto ricorso al regime di perfezionamento attivo, importando materie prime a prezzi internazionali per le produzioni destinate all'esportazione.

«Tuttavia, la recente modifica del regime di perfezionamento attivo, che introduce l'obbligo di approvvigionare sul mercato interno almeno il 25% delle materie prime, ha ulteriormente indebolito la nostra competitività sui mercati esteri», ha precisato.

In conclusione, il segretario generale di ÇEBİD ha richiamato l'attenzione sul limitato utilizzo dei tubi in acciaio nei progetti pubblici di irrigazione e nelle reti di trasmissione dell'acqua potabile.

«Rileviamo che i tubi in acciaio non vengono utilizzati in misura sufficiente nei progetti di irrigazione e nelle reti di trasmissione dell'acqua potabile appaltati da enti pubblici e amministrazioni comunali. Allo stesso tempo, a causa della siccità, le risorse idriche sono in costante diminuzione, rendendo sempre più importante una gestione efficiente dell'acqua. Poiché i tubi in acciaio vengono uniti mediante saldatura, anziché tramite manicotti e guarnizioni, non sono soggetti alle perdite o ai rischi di rottura tipici dei sistemi alternativi. Una rete di tubazioni in acciaio consente quindi di ridurre al minimo le dispersioni idriche e rappresenta la soluzione più adatta per un utilizzo efficiente dell'acqua. È pertanto fondamentale che gli enti pubblici e le amministrazioni comunali tengano conto di questo aspetto nella scelta dei materiali per le reti di trasmissione dell'acqua potabile e per i sistemi di irrigazione, soprattutto in un periodo caratterizzato da una siccità crescente».

DemetKazdal
Demet Kazdal
Editore

Dopo essermi laureata all’Università del Bosforo in Lingua e Letteratura Inglese ho trascorso gli ultimi 15 anni sviluppando una profonda esperienza nel settore dell’acciaio. In SteelOrbis ricopro il ruolo di Head of Content Department. Scrivo e curo notizie e report completi sui mercati dell’acciaio, con focus sul mercato turco e sulle dinamiche del mercato globale.


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