In vista della lunga pausa a partire dal 17 febbraio, si prevede che i produttori vietnamiti avvieranno una graduale ricostituzione delle scorte di rottame, anche se nel breve termine continua a emergere una forte resistenza verso offerte a livelli più elevati. Secondo fonti di mercato, le acciaierie mantengono un atteggiamento prudente, nonostante i fondamentali sul lato dell’offerta siano in continuo miglioramento. Il mercato internazionale fornisce infatti segnali rialzisti: dagli Stati Uniti arriva una spinta significativa ai prezzi, mentre l’apprezzamento dello yen contribuisce a mantenere rigide le offerte di origine giapponese. In questo contesto, il mercato import vietnamita del rottame risulta complessivamente sottoposto a pressioni al rialzo, pur in assenza di un’immediata risposta della domanda.
Sul fronte delle forniture dagli Stati Uniti, le offerte per rottame HMS I/II (80:20) in carichi bulk destinati al Vietnam sono rimaste stabili a 350 $/t CFR, senza tuttavia registrare transazioni concluse a tali livelli nel corso della settimana. Le offerte d’acquisto, al contrario, hanno mostrato un lieve indebolimento di circa 5 $/t, attestandosi a 335-340 $/t CFR. L’ampio divario tra le aspettative di venditori e acquirenti evidenzia la riluttanza dei compratori vietnamiti ad allinearsi al trend rialzista internazionale del rottame, sostenuto non solo dall’aumento dei prezzi import in Turchia, ma anche dalla limitata disponibilità negli Stati Uniti, dove le rigide condizioni invernali stanno rallentando l’afflusso di materiale verso i depositi per l’esportazione.
Per quanto riguarda il Giappone, le offerte per rottame H2 verso il Vietnam si collocano attualmente intorno a 330 $/t CFR. Tuttavia, a inizio settimana sono stati segnalati accordi a circa 325 $/t CFR e, secondo le fonti, gli acquirenti vietnamiti mostrerebbero ora una maggiore disponibilità a chiudere trattative più vicine ai 320 $/t CFR.