In un contesto di crescita significativa del mercato internazionale del rottame, e mentre le acciaierie giapponesi si attivano per garantirsi volumi a livello locale, gli acquirenti vietnamiti stanno affrontando aumenti di prezzo sul loro mercato import. Secondo Reuters, circa l’80% del petrolio greggio importato dal Vietnam lo scorso anno proveniva dal Kuwait, le cui esportazioni sono attualmente congelate dalla chiusura dello stretto di Hormuz messa in atto dall’Iran. I prezzi della benzina in Vietnam sono aumentati di circa il 30% e quelli del diesel di circa il 40% dall’inizio della guerra in Iran, e i rischi di una potenziale carenza di carburante hanno spinto il governo vietnamita a incoraggiare la popolazione a lavorare da casa e tagliare il consumo di carburante.
Le offerte di rottame HMS I/II (80:20) in bulk provenienti dagli Stati Uniti sono aumentate da 375-380 $/t CFR a 390-395 $/t CFR, ma secondo fonti di mercato questa settimana non sono stati conclusi accordi da questa origine al Vietnam.
Anche le offerte per il rottame giapponese H2 sono salite, passando da 355 $/t CFR a 375-380 $/t CFR. Le fonti riferiscono che gli accordi nel Sudest asiatico sono praticamente ferme a causa delle fluttuazioni dei costi dei noli e della scarsa disponibilità di navi. Gli acquirenti vietnamiti stanno cercando di resistere agli aumenti dei prezzi e la maggior parte dei produttori siderurgici ha rifiutato le nuove offerte. Secondo alcune voci, inoltre, anche i prezzi del rottame giapponese starebbero crescendo sulla scia degli aggiustamenti messi in atto dalle acciaierie locali al fine di evitare che grossi volumi di rottame vengano destinati alle esportazioni.