Gli operatori del mercato statunitense del rottame ferroso continuano ad attendersi un andamento prevalentemente stabile nelle contrattazioni interne di giugno. Tuttavia, dopo il weekend del Memorial Day, sono emersi alcuni segnali di maggiore cautela, con una parte del mercato che ha iniziato a esprimere un sentiment più ribassista. In particolare, il rottame frantumato viene indicato da alcuni operatori come la qualità maggiormente esposta a possibili correzioni, nell’ordine di 10-20 $/gt, a causa di flussi particolarmente abbondanti.
In questo contesto, lo spread tra rottame frantumato e lamierino di prima qualità si era già delineato ad aprile, quando il frantumato aveva registrato una contrazione di 20 $/gt a livello nazionale, mentre le qualità pregiate erano rimaste sostanzialmente invariate. Anche per giugno, secondo le fonti, diversi fattori continuano a sostenere i prezzi delle qualità pregiate, contribuendo a un ulteriore ampliamento del differenziale rispetto al frantumato. A Chicago e Detroit lo spread tra le due qualità è già pari a 20 $/gt, livello considerato consueto negli ultimi anni: in entrambi i mercati, il lamierino di prima qualità si attesta a 450 $/gt reso consumatore, mentre il frantumato è a 430 $/gt reso. In altri mercati, come Cleveland, il divario risulta invece più marcato: il mese scorso le qualità pregiate sono aumentate di 20 $/gt, mentre il frantumato è rimasto stabile, portando lo spread a 45 $/gt, con il lamierino a 375 $/gt reso consumatore e il frantumato a 439 $/gt reso.
In tali mercati appare difficile ipotizzare che le acciaierie vogliano ampliare ulteriormente il divario tra queste due categorie. Tuttavia, gli operatori individuano proprio nel frantumato la qualità caratterizzata dai flussi più consistenti. In questo senso, è stato recentemente segnalato che alcuni trasformatori di rottame hanno acquisito ulteriori impianti di frantumazione negli Stati meridionali, in prossimità del fiume Mississippi.
Le qualità pregiate, dal canto loro, continuano a beneficiare del buon andamento del mercato dell’acciaio finito. I prezzi dei coils a caldo (HRC) hanno proseguito la loro fase positiva, registrando incrementi quasi settimanali nelle ultime 18 settimane. La scorsa settimana il prezzo è salito di 10 $/nt, raggiungendo 1.084,76 $/nt franco produttore Midwest USA, mentre anche i tempi di consegna si sono allungati. Alcuni venditori con una visione più ottimistica ritengono che non si possa escludere nemmeno un lieve aumento dei prezzi per le qualità pregiate. Anche il mercato della ghisa basica (BPI) si mantiene solido, sebbene gli operatori abbiano osservato che un afflusso di materiale indiano potrebbe incidere sugli indici di prezzo. La scorsa settimana, il prezzo della BPI negli Stati Uniti è diminuito di 7,5 $/t, attestandosi a 510-525 $/t CFR New Orleans (NOLA).
Ciononostante, alcune fonti iniziano a segnalare un possibile indebolimento della domanda di rottame con l’avvicinarsi della stagione estiva. Tale dinamica potrebbe riflettere il tentativo delle acciaierie di preservare i margini, riducendo i costi di approvvigionamento del rottame e adottando una gestione più rigorosa delle scorte. Alcuni venditori riferiscono che alcune acciaierie avrebbero già manifestato l’intenzione di effettuare acquisti più contenuti a giugno. Nei prossimi giorni potrebbero inoltre emergere cancellazioni di ordini di rottame, anche se al momento non ne risultano ancora registrate.
D’altra parte, le elevate temperature estive tendono a limitare la generazione di rottame, con il rischio di restringere i flussi disponibili. A ciò si aggiunge il forte aumento dei costi del diesel e dei trasporti negli Stati Uniti, legato anche al contesto politico globale, che ha reso più oneroso movimentare il materiale. In questo scenario, i venditori potrebbero scegliere di limitare il raggio delle proprie consegne, rendendo più complesso per le acciaierie reperire rottame sul mercato.
Export
Negli ultimi giorni il mercato export non ha offerto sostegno al comparto. Questa settimana, i prezzi alla banchina della costa orientale statunitense (USEC) sono diminuiti di 10 $/gt su tutta la linea, con gli esportatori impegnati a proteggere i margini in un contesto di sentiment più debole sul mercato turco del rottame d’importazione. A giugno in Turchia potrebbero inoltre verificarsi aumenti dei costi energetici, spingendo le acciaierie a rivedere le proprie strategie operative e, potenzialmente, a formulare offerte d’acquisto più basse. L’ultima vendita dagli Stati Uniti ha mantenuto il prezzo dell’HMS I/II 80:20 a 414-415 $/t CFR Turchia; tuttavia, una successiva transazione dal Regno Unito ha fornito un possibile segnale di indebolimento per le future vendite statunitensi, con materiale della stessa qualità di origine UK venduto a 406 $/t CFR Turchia.
Sulla costa occidentale statunitense (USWC), il quadro non è migliorato per i venditori all'export. La regione ha infatti registrato due cali settimanali consecutivi, rispettivamente di 15 $/gt su tutta la linea e di ulteriori 10 $/gt. Questa settimana, il prezzo dell’HMS I è sceso a 250-260 $/gt reso deposito per l’esportazione di Los Angeles. Gli operatori della USWC segnalano che l’aumento dei costi di trasporto ha reso più onerosa l’attività commerciale. Il nolo marittimo per materiale sfuso dalla costa occidentale statunitense viene attualmente indicato nella fascia 80-88 $/t CFR Bangladesh, rispetto ai circa 64 $/t CFR registrati all’inizio dell’anno.
Il mercato export potrebbe esercitare pressioni sulle qualità cesoiate durante il ciclo di contrattazioni domestiche statunitensi di giugno. Tuttavia, sia i venditori sia gli acquirenti riferiscono che la domanda per tali qualità resta stabile, fattore che potrebbe favorire l’andamento laterale atteso per questi prodotti.