Martedì i prezzi del rottame ai moli della costa orientale degli Stati Uniti (USEC) hanno mostrato andamenti divergenti, pur mantenendo nel complesso il trend ribassista osservato nelle ultime settimane. L’incendio presso l’impianto di Camden, nel New Jersey, del riciclatore ed esportatore EMR ha ridotto la domanda di materiale per la frantumazione, sebbene il sito continui ad accettare qualità da taglio e materiale non ferroso. A New York e Philadelphia, i prezzi del materiale per la frantumazione destinato ai moli sono diminuiti di 30 $/gt rispetto alla scorsa settimana.
Non è stata ancora fissata una data definitiva per la ripresa delle attività del frantumatore di EMR a Camden. Le autorità locali hanno concesso alla società 30 giorni prima di rivalutare il permesso operativo revocato. Nel frattempo, alcuni residenti della città hanno intentato una causa contro l’azienda, sostenendo che gli incidenti verificatisi negli ultimi anni abbiano compromesso il normale utilizzo delle loro abitazioni. È stata inoltre richiesta la chiusura a tempo indeterminato dell’impianto. Dal canto suo, EMR ha citato in giudizio la città di Camden, affermando che la sospensione delle attività le è già costata circa 10 milioni di dollari e avvertendo che potrebbero seguire licenziamenti. I trader di rottame della regione ritengono possibile una ripartenza già dal 6 luglio, anche se gli sviluppi sul piano legale potrebbero complicare ulteriormente la situazione.
I prezzi dell’HMS I nei depositi per l’esportazione di New York e Philadelphia restano a 270-290 $/gt, con l’estremo superiore dell’intervallo riservato alle operazioni sui maggiori volumi. Anche il P&S 5ft è rimasto invariato a 290-310 $/gt. Il materiale per la frantumazione è invece sceso a 220-230 $/gt dai precedenti 250-260 $/gt. A Boston i prezzi hanno registrato un secondo calo consecutivo, pari a 5 $/gt: l’HMS I si è attestato a 245-250 $/gt, il P&S 5ft a 255-260 $/gt e il materiale per la frantumazione a 165 $/gt.
Il mercato dell’export verso la Turchia resta incerto, pur mantenendo un orientamento ribassista. L’ultima serie di contratti dall’Unione europea per HMS I/II 80:20, conclusa venerdì scorso, è stata chiusa a 386-390 $/t CFR Turchia. Martedì è stata inoltre segnalata una vendita da San Pietroburgo a 387 $/t CFR Turchia. Sulla costa orientale degli Stati Uniti sono circolate diverse indicazioni di mercato, con alcuni operatori che stimano il prezzo equivalente dell’HMS I/II 80:20 statunitense a 402-404 $/t CFR Turchia. Tuttavia, fonti turche si attendono ulteriori ribassi e ritengono possibile la conclusione di contratti dalla USEC a 395-397 $/t CFR Turchia. Alcuni operatori hanno inoltre riferito di operazioni concluse la scorsa settimana a 400-401 $/t CFR, senza tuttavia conferme ufficiali.
Secondo fonti turche, il mercato degli acciai finiti potrebbe rimanere stagnante nel breve termine e forse anche per il resto dell’anno. Le acciaierie del paese si aspettano un aumento dei costi energetici nei prossimi mesi, dopo le recenti indicazioni fornite dal governo. Una possibile soluzione del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, prospettata dal presidente statunitense Donald Trump, potrebbe tuttavia contribuire a migliorare il quadro generale. Nel frattempo, gli elevati tassi d’interesse e l’incertezza politica continuano a frenare gli investimenti nei settori manifatturiero e delle costruzioni.
Rottame in container
Secondo fonti della costa orientale degli Stati Uniti, i prezzi del rottame in container sono rimasti invariati questa settimana. L’HMS I/II 80:20 in container continua a essere indicato a 325-330 $/t FAS porto di New York, mentre il rottame frantumato in container si attesta a 350-360 $/t FAS porto di New York.
Tutti i prezzi del mercato domestico si riferiscono a materiale reso ai depositi per l’esportazione o ai moli, salvo ove diversamente specificato.