Rottame: pareri contrastanti riguardo all'andamento dei prezzi in Turchia

martedì, 28 settembre 2021 11:58:59 (GMT+3)   |   Istanbul
       

Diversi acquisti di rottame sono stati registrati in Turchia nella serata di ieri, 28 settembre. Secondo quanto appreso da SteelOrbis, un'acciaieria della regione turca del Mar Nero ha ordinato dalla Finlandia 15.000 tonnellate di HMS I/II 80:20 a 442 $/t CFR, 16.000 tonnellate di frantumato a 457 $/t CFR e 4.000 tonnellate di bonus scrap a 457 $/t CFR. Il carico sarà spedito nella prima metà di novembre. Nei precedenti acquisti di materiale proveniente dai Paesi baltici l'HMS I/II 80:20 si era attestato a 433-434 $/t CFR Turchia. Tuttavia, tenuto conto della qualità del materiale fornito dal venditore, non sorprende che il prezzo sia risultato più alto nell'ultima transazione. 

Un altro fornitore della regione baltica ha venduto a un produttore siderurgico di Iskenderun dell'HMS I/II 80:20 al prezzo di 433 $/t CFR e del bonus scrap a 448 $/t CFR. 

Inoltre, è circolato il rumor della vendita di un carico dai Paesi Bassi a un'acciaieria della regione turca di Marmara. Il prezzo dell'HMS I/II 80:20 sarebbe ammontato a 425 $/t, quello del bonus scrap a 440 $/t. Prima di questo scambio, era stato stimato per l'HMS I/II 80:20 europeo un prezzo tra i 426 e i 433 $/t CFR Turchia

Infine, è stato reso noto ieri uno scambio risalente a otto giorni fa: un'acciaieria di Izmir ha ordinato dal Venezuela 25.000 tonnellate di HMS I/II 80:20 al prezzo di 434 $/t CFR. Nel precedente scambio tra Venezuela e Turchia, registrato a metà settembre, il prezzo era ammontato a 436,5 $/t CFR. 

SteelOrbis ha raccolto opinioni piuttosto contrastanti riguardo al futuro andamento del mercato. Un produttore siderurgico ha affermato che, nonostante i problemi riscontrati nel mercato del tondo per cemento armato, le quotazioni del rottame sono vicine al livello minimo: con l'avvicinarsi della stagione invernale le acciaierie tenderanno ad aumentare le proprie scorte e quindi la situazione potrebbe cambiare, anche «con un po' di aiuto da parte del minerale di ferro». Altre fonti ritengono invece che il clima resterà negativo in Turchia finché non saranno chiuse alcune vendite all'export. Alcuni operatori sostengono che i tagli all'energia annunciati in Cina, che in alcuni casi portano a fermi produttivi, possano «creare opportunità» per la Turchia e la Russia. Lo shortage di energia a livello internazionale sta portando a un forte incremento dei prezzi e diverse fonti hanno affermato che un aumento del 40% nei costi dell'energia causerà un rialzo di circa il 6% nei costi di produzione tramite forno elettrico ad arco, sia nell'Ue sia in Turchia. Detto questo, il sentiment sta migliorando nel mercato europeo del rottame e secondo la maggior parte dei player i prezzi a ottobre non dovrebbero calare di 20-30 €/t come previsto in precedenza, bensì scendere di soli 10 €/t o addirittura rimanere stabili. 

Dopo la decisione della Banca centrale turca di tagliare i tassi di interesse, la lira sta subendo forti oscillazioni verso il basso rispetto alle principali valute. Ciò sta generando forte incertezza non solo per i compratori di rottame ma in tutti i segmenti, in particolare nel mercato turco del tondo. Di conseguenza, si prevede che le quotazioni del prodotto finito si indeboliranno ulteriormente nei prossimi sette giorni. 


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