Nelle ultime settimane, i prezzi del
rottame hanno registrato aumenti nell’ordine dei 100 €/t, attestandosi ai livelli più alti d’
Europa, se non del mondo: le acciaierie – dopo le svendite nel periodo del tracollo, settembre, ottobre e metà novembre - sono rimaste senza materiale e hanno dunque dovuto, per avere merce in pronta consegna, accaparrarselo sfidandosi a colpi di aumenti. Si sono generati in questo modo movimenti effettivi di materiale (seppur scarsi e per quantitativi ridotti) sul mercato, con una crescita dei volumi consegnati; bisogna comunque considerare che si tratta dell’ultima settimana di lavoro prima delle festività natalizie, dunque molte aziende hanno effettuato gli ultimi ordini e i commercianti li stanno consegnando: il parco
rottame delle acciaierie sta aumentando e probabilmente lo troveremo a buoni livelli al momento della riapertura di gennaio. Negli ultimi giorni il mercato sembra essersi stabilizzato in attesa delle fermate natalizie, più lunghe del consueto a causa della congiuntura economica sfavorevole. È stata diffusa in questi giorni la notizia, probabilmente fasulla e volta solo a influenzare i flussi di mercato, di un taglio nei prezzi; sembrerebbe tuttavia si trattasse di una bufala elaborata solo per incentivare un po’ il mercato. I prezzi per transazioni di frantumato si attestano ora sui 270-280 €/t, il
rottame da demolizione è sui 240 €/t (con variazioni a seconda della qualità), mentre il lamierino è a 250-260 €/t (il palabile 270-280 €/t). I prezzi dovrebbero rimanere sostanzialmente invariati sino almeno alla ripresa lavorativa post-natalizia. Dopo le vacanze, se i prezzi resteranno fermi, ci saranno buone possibilità che il mercato continui sui livelli attuali, mentre se venissero applicati dei ribassi l’attività reale registrerebbe un picco, destinato tuttavia a durare pochi giorni e a tornare poi allo stato di fiacchezza cui ci si è dovuti forzatamente abituare. Nel mercato italiano il problema più grave e stringente continua a essere la carenza dei materiali: nei cantieri non ce n’è e, secondo un’indagine di Assofermet, la congiuntura attuale registra una disponibilità di materiale inferiore del 35-40% rispetto alle reali necessità del sistema. Una carenza che non mancherà di farsi sentire nei prossimi mesi, quando le acciaierie, ora pressate dalla crisi globale e dai tagli di produzione, comunque onerosi, riprenderanno la produzione a pieno ritmo o quasi. Le previsioni stimano ancora, per tutto il primo semestre 2009, una certa difficoltà di reperimento del
rottame. Lo scenario quasi certo per gennaio e febbraio parla di riprese della produzione a ritmi più sostenuti, che dovranno tuttavia interfacciarsi con la difficoltà di reperimento del materiale, che sarà probabilmente combattuta ancora a rialzi di 20 €/t alla volta. Un mercato interno in difficoltà, quindi. Per quanto riguarda la situazione internazionale, la
Turchia è rimasta piuttosto tranquilla – bisogna anche ricordare che la settimana scorsa è stata di vacanza per i turchi – e si avvertono in generale segnali di stanca e di scarsa presenza. In generale, aumenti nei prezzi sono stati segnalati in
Francia,
Spagna,
Germania e altri paesi europei, ma non tanto cospicui quanto in
Italia. All’aumento dei prezzi del
rottame, inoltre, non ha fatto eco la relativa ascesa dei prezzi dei prodotti finiti.