Dopo un lungo periodo di stabilità, sul mercato italiano del rottame si sta infine concretizzando la tendenza al rialzo già preannunciata nelle scorse settimane. Con le acciaierie che lavorano a pieno ritmo la richiesta di materiale si è attestata su un buon livello, e sebbene il mercato del finito continui a scricchiolare, i prezzi del rottame subiscono la pressione dei rincari dei costi e della tensione dei mercati internazionali.
Secondo quanto riferito dai commercianti, i primi accordi del mese per la vendita di rottame sul mercato in Italia si sono conclusi a prezzi superiori di 5-10 €/t rispetto ai livelli precedenti, con le acciaierie più piccole che spingono per accaparrarsi volumi. Sebbene alcuni di loro mostrino entusiasmo per questi aumenti di prezzo, altri rimangono cauti, dichiarandosi consapevoli del fatto che la tendenza al rialzo sia delineata «più dai costi in crescita che da un reale miglioramento delle condizioni del mercato».
Dalle prime indiscrezioni sembra inoltre che la prossima settimana possa verificarsi un nuovo scaglione di aumenti nell’ordine di 5-10 €/t, portando i livelli di prezzo del rottame a crescere complessivamente di 15-20 €/t nelle prime due settimane del mese.
Anche i produttori siderurgici rimangono cauti, e chi può permetterselo cerca di ridurre al minimo gli aumenti dei prezzi di acquisto, o di non aumentarli affatto. «Il mercato è molto preoccupato. C’è poca visibilità, e quando c’è poca visibilità si sta fermi e si cerca di procedere giorno per giorno. Serve moltissima cautela e diventa molto difficile – se non impossibile – fare programmazioni a lungo termine. Tutti i nostri parametri di riferimento stanno cambiando», ha dichiarato una fonte presso un importante produttore italiano. «È vero, stiamo producendo all’80% della capacità – ha affermato un altro produttore – ma ciò non significa che la domanda sia brillante. La produzione continua è un modo per ridurre i costi e testare la performance degli impianti. Tuttavia, mi rendo conto che anche i miei fornitori stiano subendo costi maggiori [come quelli logistici] e probabilmente chiederanno aumenti», ha aggiunto.
I nuovi prezzi locali del rottame in Italia si attestano quindi ai livelli indicati nella tabella seguente. È inoltre bene specificare che, all’interno della categoria demolizioni (E1/E3), i prezzi del cesoiato (E1) rientrano in un range di 295-305 €/t reso, mentre quelli dell’E3 di 310-325 €/t reso o anche oltre per le demolizioni speciali. Per quanto riguarda il lamierino palabile (E8C), i prezzi si attestano tra i 380 e i 390 €/t reso.
| Qualità | Prezzo medio spot (€/t) | Prezzo medio spot (€/t) | Prezzo medio spot (€/t) |
| Periodo | 05 maggio | 30 aprile | 02 aprile |
| Torniture (E5) | 300-310 | 285-300 | 285-300 |
| Demolizioni (E1/E3) | 295-325 | 285-315 | 280-315 |
| Frantumato (E40) | 340-345 | 325-345 | 320-345 |
| Lamierino (E8) | 335-345 | 330-340 | 330-340 |
I prezzi sono da intendersi reso acciaieria, IVA esclusa.