Anche questa settimana il mercato italiano del rottame ha registrato movimenti trascurabili, con prezzi prevalentemente stabili o in lieve rialzo.
Secondo quanto riferito dai commercianti, la domanda di rottame sarebbe in miglioramento rispetto a prima delle festività pasquali, probabilmente grazie al fatto che la produzione è proseguita a pieno regime anche nei cosiddetti «giorni rossi». Nonostante questo, gli accordi ufficiali per gli acquisti continuano a essere conclusi a prezzi invariati o in lieve aumento di circa 5 €/t a seconda del produttore e della categoria. Dal canto loro i produttori restano comunque complessivamente cauti, a fronte di una situazione geopolitica molto delicata e incerta.
Dopo la riapertura iraniana dello stretto di Hormuz a seguito della tregua con gli Stati Uniti avvenuta nella notte tra il 7 e l’8 aprile, infatti, i prezzi di gas, petrolio ed energia elettrica erano diminuiti in modo considerevole, fornendo una prospettiva di alleggerimento dei costi per le acciaierie.
Tuttavia, a seguito degli attacchi israeliani in Libano verificatisi ieri, l’Iran ha nuovamente chiuso il passaggio alle petroliere nello Stretto, mostrando che la situazione resta notevolmente instabile malgrado la tregua.
Prima della guerra, circa 130 navi attraversavano quotidianamente lo Stretto, ma «il 7-8 aprile è stato concordato un cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran. L’Iran ha dichiarato che consentirà un passaggio sicuro tramite il coordinamento con le forze armate iraniane soggetto a “limitazioni tecniche”. Tuttavia, l’Iran ha nuovamente chiuso lo stretto l’8 aprile in risposta agli attacchi israeliani al Libano. Lo stato attuale rimane contingentato, con il passaggio di 2-7 navi al giorno», riporta il sito ufficiale di monitoraggio.
Secondo i media internazionali, circa 800-1.000 navi sono attualmente in attesa di passare da entrambi i lati dello Stretto, e il primo turno di negoziati di pace si terrà a Islamabad domani, 10 aprile. Tra i temi proposti in trattativa, un possibile dazio da pagare all'Iran per attraversare lo Stretto di Hormuz.
La situazione in Medio Oriente è in continua evoluzione e resta da monitorare attentamente; tuttavia, anche se dovesse normalizzarsi dopo i negoziati e la tregua prevista di due settimane, la pressione sui mercati di rottame e acciaio richiederà comunque diverso tempo per alleggerirsi.
In conclusione, i prezzi di riferimento del rottame in Italia restano perlopiù invariati, come indicato nella tabella seguente. Per la precisione, i prezzi del rottame cesoiato (E1) si attestano in un range medio di 285-300 €/t reso acciaieria, mentre quelli del rottame demolizione (E3) si attestano in un range medio di 300-315 €/t reso acciaieria.
| Qualità | Prezzo medio spot (€/t) | Prezzo medio spot (€/t) | Prezzo medio spot (€/t) |
| Periodo | 09 aprile | 02 aprile | 12 marzo |
| Torniture (E5) | 285-300 | 285-300 | 285-300 |
| Demolizioni (E1/E3) | 285-315 | 280-315 | 280-315 |
| Frantumato (E40) | 325-345 | 320-345 | 320-345 |
| Lamierino (E8) | 330-340 | 330-340 | 330-340 |
I prezzi sono da intendersi reso acciaieria, IVA esclusa.