Secondo le ultime indicazioni, potrebbero avere buon esito nel prossimo futuro le previsioni fatte dai leader del mercato della
ghisa riguardanti un possibile miglioramento delle condizioni di mercato. Un miglioramento atteso nel medio lungo periodo ma non nel breve, dove la domanda rimarrà debole, senza miglioramenti di sorta, a causa della mancanza di fiducia e della variazione continua dei prezzi, il che rende difficile gli scambi commerciali. Le previsioni fosche annunciate in apertura sono state confermate nell’ultimo meeting generale della IPIA (l’associazione internazionale della ghisa) nel quale si è fatto il punto sulla situazione corrente dei mercati, tracciando alcune previsioni negative anche per il futuro: il nodo centrale, secondo i leader, è dato dalle contrattazioni continue sui prezzi, figlie delle contrattazioni sui prezzi del carbone e del minerale ferroso. In Marzo le acciaierie russe hanno ridotto le offerte di
ghisa a 260 – 280 $/t FOB Mar Nero per compratori europei, dopo aver cercato di mantenere i propri prezzi i più stabili possibili nelle ultime settimane di febbraio. Il calo è dovuto, come sempre, alla stasi della domanda, che ha di fatto cancellato la
Cina (unico buyer attivo in precedenza) dai mercati. Ciononostante, secondo le informazioni ricevute da un’acciaieria, le vendite potrebbero essere concluse al di sotto dei prezzi riportati, a seconda della prontezza nell’acquisto e del quantitativo. Un trader europeo ha recentemente concluso unordine per della
ghisa sferoidale a 275 $/t FOB. Nel frattempo, SteelOrbis ha appreso che anche le acciaierie russe hanno concluso vendite a prezzi simili, dopo che i traders cinesi avevano abbassato le proprie aspettative a 265 – 270 $/t CFR. Anche i produttori ucraini hanno abbassato le offerte a 230 – 240 $/t FOB, anche se alcuni traders hanno ricevuto offerte a 220 $/t FOB ma solo per grandi quantitativi. In
Brasile, altro grande produttore di
ghisa, la capacità produttiva è al 10%. Il mercato USA, compratore tra i più importanti di materiale dalle acciaierie settentrionali del
Brasile, non farà registrare acquisti fino a giugno: 3 altiforni su 4 in
Brasile verranno quindi probabilmente chiusi entro 2 – 3 settimane. Nel
Brasile meridionale, invece, i produttori hanno abbassato le proprie di circa 30 $/t a causa della debolezza della domanda da parte dei compratori cinesi: in questo modo le offerte per l’export sono state ritoccate a 230 $/t FOB porti del
Brasile meridionale. Questa settimana, un carico di
ghisa di 10 mila tonnellate è stato ordinato dal
medio Oriente a 230 $/t FOB con spedizioni a breve. Anche il mercato interno turco soffre per la mancanza di domanda sul mercato della
ghisa basica. I prezzi attuali della
ghisa sono troppo alti per tutti quei produttori che hanno attraversato difficoltà con i prezzi del
rottame. Nel mercato locale, SteelOrbis ha appreso che un’acciaieria ha concluso vendite di
ghisa a 290 $/t + IVA. Nel mercato turco, le fonderie hanno continuato a operare al 30 – 40 % delle proprie capacità, concludendo acquisti solo per soddisfare i propri bisogni. Si è anche osservato come le fonderie locali si siano trattenute dal concludere ulteriori acquisti di
materie prime. Molte fonderie dai turni lavorativi dimezzati, hanno preferito lavorare di notte contando sulle tariffe energetiche più convenienti. Nel mercato locale turco, la
ghisa a grafite sferoidale di produzione Sorel proveniente dal Sud
Africa ovvero la più cara in circolazione, al momento è venduta a 550 $/t franco magazzino con pronta disponibilità. Situazione simile, in tema di fonderie, anche in
Europa: al 20% gli impianti del Benelux (Belgio, Olanda e Lussemburgo), una regione in cui entrerà in vigore a breve un nuovo accordo anche per gli impiegati, al lavoro per 4 giorni a settimana. Nel frattempo, le fonderie polacche vanno oltre, programmando una settimana lavorativa di 3 soli giorni. Due, a questo punto, sono gli scenari più probabili per il futuro della
ghisa: nel primo, una timida ripresa si potrebbe vedere con gli effetti “estivi” dell’approvazione dei pacchetti di stimolo economico avviati dai diversi governi. Fattore ancora più importante quello legato ai nuovi prezzi, figli delle contrattazioni internazionali annuali sulle
materie prime. Nello scenario peggiore, il mercato non registrerà alcun recupero fino al quarto trimestre 2009. E’ anche probabile che marzo e aprile possano dare agli osservatori un’idea più chiara sul quando aspettarsi un miglioramento nel mercato. Se si tratti cioè di cambiamenti a breve o lungo termine.