Secondo diversi operatori del mercato locale tedesco del rottame, i prezzi di acquisto delle acciaierie alla fine delle trattative di aprile si sono consolidati a livelli più alti di circa 5-10 €/t rispetto a marzo in alcune aree, mentre in altre sono rimasti invariati.
Ciò mostra che sul mercato europeo del rottame continua a delinearsi uno scenario estremamente eterogeneo, e che le tendenze di mercato sono sempre meno caratterizzate da una linea comune: i produttori di acciaio si basano principalmente sulle esigenze puntuali, cercando di aggiustare le proprie strategie giorno per giorno a causa delle elevate incertezze.
«Alcuni consumatori [di rottame] hanno dichiarato di aver scelto una politica di acquisto sempre più orientata all’inventario. Le molte incertezze, non ultime le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il rapido aumento dei costi energetici e di trasporto ad esse associato, stanno portando a un approccio di minimizzazione del rischio, e parte di questo approccio è proprio un’attentissima gestione dell’inventario», ha riportato una fonte di un’associazione locale tedesca.
Più precisamente, i prezzi del rottame nella parte settentrionale della Germania sono aumentati in media di 5-10 €/t. A est, gli acquisti di rottame sono stati conclusi a prezzi invariati o a livelli più elevati di 5-10 €/t, e lo stesso vale per la parte ovest del Paese. Nel sud e sud-ovest della Germania, così come nella regione del Saar, la domanda di rottame è stata inferiore e gli acquisti di rottame sono stati conclusi a prezzi invariati o a livelli più elevati di 5 €/t.
Questo rafforzamento dei prezzi è stato guidato principalmente da una carenza generale di rottame, osservata non solo in Germania ma anche in altri Paesi europei, e da una maggiore domanda da parte dei depositi per l’esportazione, i cui prezzi di raccolta si attestano – secondo le fonti – a circa 300 €/t DAP per l’HMS I/II 80:20.
Tuttavia, il tema principale che preoccupa gli operatori del mercato al momento non riguarda i prezzi del rottame in sé, ma l’aumento dei costi di energia e carburante, aggravato dal conflitto in Medio Oriente. In un comunicato stampa congiunto pubblicato da BVSE e altre associazioni tedesche e condiviso da SteelOrbis questa mattina, 21 aprile, tali associazioni esortano il governo federale tedesco ad attuare azioni concrete per proteggere le piccole e medie imprese (PMI) dalle fluttuazioni dei prezzi, trattandosi degli enti più colpiti da una crisi dei costi che non è – riporta l’associazione – «un evento naturale e che nella maggior parte dei casi può essere significativamente influenzato dalla politica».
A tal proposito, la BVSE e le altre associazioni che hanno sottoscritto la dichiarazione congiunta stanno proponendo un piano d’azione in cinque punti che prevede un taglio dei costi, la tutela degli investimenti, la sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime, l’implementazione di una moratoria sui nuovi oneri e introduzione di misure di agevolazione, nonché l’adozione di un approccio pragmatico alla transizione energetica.