Italia: il lockdown congela il mercato dei coils a caldo

mercoledì, 25 marzo 2020 16:43:48 (GMT+3)   |   Brescia

Il mercato siderurgico italiano è in modalità standby a seguito dell'applicazione dell'ultimo Dpcm del 22 marzo 2020, che ha introdotto ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell'emergenza coronavirus. A tutte le industrie non essenziali è stato ordinato di interrompere le operazioni fino al prossimo 3 aprile, tuttavia due importanti produttori di acciai piani non hanno fermato le produzioni. Il Gruppo Arvedi di Cremona ha comunicato che le sue attività proseguono nel pieno rispetto del decreto, «come da comunicazione ai Prefetti delle rispettive province in cui opera». Nel frattempo, anche ArcelorMittal Italia, gestore degli impianti ex Ilva, ha ritenuto di portare avanti le attività - seppur con il 50% della forza lavoro - in ragione della tipologia di impianto connotato da ciclo continuo. Ciononostante, i sindacati hanno chiesto durante un incontro con il Prefetto di Taranto Demetrio Martino che venga ridotta la presenza dei lavoratori diretti e dell'appalto. Il Prefetto - che nel frattempo ha avviato gli accertamenti e incaricato i Vigili del Fuoco di redigere una valutazione tecnica sull'effettiva necessità di mantenere la produzione attuale - si riserverà entro oggi ogni decisione sulla prosecuzione delle attività produttive dell'azienda. 
Benché alcuni produttori si oppongano alla serrata totale, i compratori e gli utilizzatori finali hanno sospeso le loro attività entro oggi, 25 marzo, sempre in conformità con il decreto. Come sottolineato da diversi operatori, non è chiaro dunque a chi intendano rivolgersi nel breve periodo i produttori nazionali, anche tenuto conto del fatto che anche i paesi del Nord Europa stanno fronteggiando la diffusione del virus. In questo contesto, l'interesse nei confronti dell'import di coils laminati a caldo (HRC) è nullo, mentre i prezzi base sul mercato interno sono rimasti pari a 440 €/t franco produttore. Ci si aspetta che il mercato italiano resti congelato fino agli inizi di aprile, ma non è affatto esclusa l'ipotesi di un allungamento del periodo di "lockdown". Se vi sarà un allentamento delle misure restrittive, allora si assisterà ad una ripresa della domanda, benché molto graduale. Secondo diverse fonti, i centri servizi sono in possesso di scorte adeguate dopo aver intensificato gli acquisti nelle settimane precedenti l'inasprimento delle misure di contenimento dell'emergenza coronavirus. 

I prezzi degli HRC sono rimasti invariati nell'ultima settimana anche nel Nord Europa, dove si attestano a 470-475 €/t franco produttore. Come già riportato da SteelOrbis, i principali costruttori d'auto europei hanno chiuso temporaneamente i propri stabilimenti, mentre diversi produttori siderurgici hanno ridotto gli output. 

Stefano Gennari


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